IN RICORDO DI UGO

CARO UGO…

Caro Ugo, mi risulta molto difficile scriverti questo ultimo saluto, avrei
tante cose da dirti ancora. Hai passato gli ultimi mesi a entrare e uscire
dall’ospedale e quando sei stato dimesso ho tirato un sospiro di sollievo
sentendo che ti stavi riprendendo, per questo la notizia della tua morte
mi ha lasciato impietrito ed incredulo. Eravamo soliti sentirci con
messaggi sui social e con videochiamate e proprio tre giorni prima di
quel maledetto sabato mi avevi mandato un vocale nel quale dicevi di
avere un po’ di gnagnera, come la chiamavi tu, e mi facevi gli auguri ed
i saluti per mia mamma. È stata l’ultima volta che ti ho sentito. Le nostre
storie avevano molto in comune, siamo rimasti paralizzati in giovane
età, abbiamo perso il papà ancora giovane ed abbiamo avuto una
mamma che ci ha accudito fino a quando né avuto le forze. In te
riflettevo il mio futuro in quanto tutte le esperienze che stavo vivendo le
avevi provate sulla tua pelle in passato. In questo periodo mi rendo
conto di quanto sia importante avere qualcuno vicino che ti vuole bene
e tu hai avuto la grande fortuna di incontrare una persona speciale
come Rosi che non ti ha mai fatto mancare nulla, ti ha accudito e
scarrozzato in giro per il mondo facendoti vivere tante avventure che
molti disabili nella nostra condizione si sognano, una su tutte il viaggio
negli Stati Uniti. Avevi uno stile unico nello scrivere e per questo mi
affidavo a te quando scrivevo qualcosa, volevo subito avere la tua
opinione e i tuoi suggerimenti. I tuoi articoli avevano un punto di vista
particolare, sapevi cogliere delle sfumature che a tanti sfuggivano.
Mancherai tanto anche alla nostra associazione Prodigio, al nostro
giornale. Eri l’ultimo amico disabile, prima di te se ne sono andati Pino,
Luciano, Piergiorgio, Graziella; una “generazione di disabili” che a
vostro modo avete fatto la storia, avete vissuto senza rinchiudervi in
casa, ma cercando di migliorare voi stessi e così anche la realtà che vi
circondava. Addio caro amico!
Carlo Nichelatti

 

Caro Ugo,
se potessimo sapere in anticipo il giorno della nostra partenza sarebbe tutto molto più
semplice. Te lo immagini? Avremmo preso un caffè tutti insieme qui in associazione, un via
vai di volontari, collaboratori, amici giornalisti che ti avrebbe fatto una festa gigantesca
leggendo quegli articoli che tanto amavi finire con il tuo ormai celebre “Meditate gente!
Meditate!”. Sono sicuro che sarebbe stato un momento bellissimo come bellissimi sono
stati questi anni in cui tra molte risate e certo, qualche sofferenza, hai condiviso con tutti
noi il sogno di un mondo, se non diverso, almeno un po’ più giusto. Ci mancherà il tuo
modo sincero e genuino di guardare la realtà ma sopra ad ogni cosa ci mancherà
condividere con te i piccoli momenti della vita: una pizza insieme, una telefonata, un
racconto sull’ultima gita fuori porta con la tua Rosi, insomma quello che davvero in fondo
“colora” la vita. Tutti noi, amici e volontari, ti abbracciamo per l’ultima volta e lo facciamo
su questo giornale che se è quel che è lo dobbiamo anche a persone straordinarie come
te.
Con affetto

L’Associazione, la redazione di pro.di.gio e volontari tutti