A Trento il Calcio è Insieme

Data: 12/06/23

Rivista: giugno 2023

Categoria:Disabilità e sensibilizzazione

Ho conosciuto Michele Comai, venticinque anni, di Trento e i suoi compagni di squadra attraverso le parole di papà Franco, cofondatore e presidente dell’associazione Calcio Insieme. Mi piacerebbe presentarveli con i loro ruoli in squadra: centrocampista, terzino sinistro, portiere. O attraverso le professioni che hanno scelto di intraprendere: magazziniere, cuoco, operatore dei servizi. Vorrei raccontarvi che ogni anno, da ottobre a maggio, si allenano nella palestra del liceo Da Vinci e che, in caso di derby, nel loro spogliatoio partono canti e sfottò a seconda delle rispettive preferenze sulla serie A. Al fatto che sono giovani, o meglio sportivi dai sedici ai cinquant’anni, con disabilità cognitive vorrei accennare solo di striscio. Perché troppo spesso la dimensione della diversità finisce per sovrapporsi, se non addirittura sormontare, tutto il resto. Quando invece, forse, pochi amori sono universali e trasversali come quello dei bambini di ogni luogo, epoca e cultura per il gioco del pallone. E infatti, tredici anni fa, Michele e altri ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down formularono ai genitori proprio la richiesta di iscriversi a calcio. La notizia giunse all’allora allenatore del Mezzocorona, che si offrì di aiutarli, e allo storico giocatore del Trento Walter “Sandokan” Dal Dosso, tra i primi supporter dell’iniziativa. «All’inizio – spiega Franco Comai – giocavamo con i palloni di gommapiuma per paura che i ragazzi si facessero male. Poi, a piccoli passi, siamo andati sempre avanti e in seguito all’approvazione della nuova legge provinciale sullo sport del 2017, più attenta al tema della disabilità, ci siamo costituiti come associazione sportiva dilettantistica Calcio Insieme».  Ma già una seconda sfida era alle porte: trovare gli avversari! Spesso, infatti, le squadre per persone con disabilità cognitive vengono costituite all’interno di cooperative o progettualità educative dove gli operatori lavorano nei giorni feriali. Come gestire quindi una partita il sabato o la domenica? Grazie all’incontro con il circuito Special Olympics Italia, che organizza, nelle diverse regioni, tornei e amichevoli per ragazzi con disabilità nelle più disparate discipline: dalle bocce al calcio, appunto. E proprio tramite questo circuito, i tredici calciatori guidati dai Mister Ivano Osele e Antonio Schifano hanno preso parte quest’anno al campionato nazionale Special Football Nordest. In questo contesto, ogni squadra che lo desidera e sente di avere la struttura per farlo, può organizzare un torneo nella sua città. E Calcio Insieme lo ha fatto, portando a Trento, nel penultimo weekend di maggio, la squadra di Treviso e due squadre altoatesine entrate da poco nel circuito: il Bolzano e il Vipiteno. «La mia soddisfazione più grande – confessa Comai – è vedere la squadra crescere. Se quando abbiamo cominciato mi avessero detto che avremmo addirittura organizzato un torneo, avrei pensato: è fantascienza». E invece da qualche mese la squadra si è arricchita con una partnership con l’AC Trento 1921, squadra che milita in serie C. Il progetto “Diversamente uguali” ha preso il via il 19 marzo scorso con una magica domenica del pallone. La mattina, i Calcio Insieme hanno sfidato la squadra omologa Bottagisio Sport Center al Chievo e poi il pomeriggio sono stati invitati in tribuna d’onore allo stadio Gavagnin-Nocini per supportare i gialloblu nella partita di campionato contro la Virtus Verona. «Di quel giorno – commenta il presidente dell’AC Trento 1921 Mauro Giacca – porterò sempre con me il ricordo dell’espressività e della spontaneità degli atleti del Calcio Insieme. Vederli esultare entusiasti e disperarsi con estrema serietà a seconda di quanto stava avvenendo in campo è stato davvero emozionante». La collaborazione prevede inoltre un supporto tecnico e pratico da parte dell’AC Trento 1921 a Calcio Insieme e, conclude Giacca «è solo l’inizio di un percorso sportivo e sociale duraturo ed efficace».

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