Alla cooperativa Impronte di Rovereto, copertoni, freni e vele diventano borse, cinture e orologi

Data: 01/08/23

Rivista: agosto 2023

Categoria:Disabilità e sensibilizzazione

Come? Lo abbiamo chiesto al coordinatore degli operatori Marcello Vicentini

 

Come molti di voi sapranno le cooperative sociali “Il ponte” e “Iter” di Rovereto per l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità si sono fuse quest’anno in un’unica realtà chiamata Impronte. Al suo interno, si producono una serie di prodotti realizzati con materiale riciclato. L’idea è nata da Marcello Vicentini. Perito informatico, laureato Educatore Professionale Socio Pedagogico, Marcello lavora dal 2010 in Iter, oggi Impronte, e dal 2023 ricopre il ruolo di coordinatore degli operatori, per la sua capacità di risolvere i problemi che subentrano nella quotidianità. Non mi resta quindi che lasciarvi alla conversazione avuta con lui nel corso di un bellissimo pomeriggio primaverile al Bar Diverso, aperto da poco in Corso Bettini dalla cooperativa stessa.

Marcello, quali oggetti vengono realizzati in cooperativa nell’ambito del progetto sul riuso? 

Per quanto riguarda i prodotti di riuso che gestivo io fino a un anno fa, consistono nelle cinture e nei portachiavi, realizzati con copertoni di bicicletta dismessi, orologi fatti con freni a disco di bici, borse ricavate dalle vele da surf. E poi ancora il “libro delle idee”, composto da varie stampe che altrimenti sarebbero state buttate via.

 

Come avviene la fornitura dei materiali ritenuti di scarto?

Il recupero di materiale avviene da Tettamanti cicli, Cramerotti motocicli e Vitamina BC di Rovereto, per quanto riguarda i copertoni e i freni a disco per gli orologi. Per le vele da surf, ci rivolgiamo ad un centro velistico di Riva del Garda. Fino a qualche anno fa, infine, la carta per i libri di idee arrivava dalla biblioteca civica di Rovereto, mentre adesso usiamo direttamente i fogli della cooperativa che altrimenti avremmo buttato. In ogni caso, facilitiamo la vita alle diverse aziende, perché le aiutiamo nello smaltimento dei materiali di scarto, che altrimenti andrebbero portati da loro al CRM.

 

Quali difficoltà incontrate nella lavorazione?

La difficoltà maggiore è rappresentata dal taglio dei copertoni che richiede precisione e forza, nonché dal foraggio degli stessi, che viene talvolta fatto con un trapano. Per quanto riguarda poi gli orologi, bisogna prestare molta attenzione nella pulizia dei freni a disco, perché anche l’occhio vuole la sua parte, come è giusto che sia. Per i libri di idee, infine, non riscontriamo particolari difficoltà, se non per via del fatto che rilegare richiede una certa esperienza. 

 

Questo percorso evidenzia come la sostenibilità ambientale vada a braccetto con quella sociale. Tu sei arrivato a questa conclusione anni fa, in tempi non sospetti. Cosa ti ha spinto ad andare in quella direzione?

 

C’è, di fondo, un’attenzione da parte mia per quanto riguarda le tematiche ambientali e la necessità di voler donare una seconda vita agli oggetti. In questi anni, ha preso piede questo modus operandi e da noi in cooperativa abbiamo attuato queste politiche aziendali per andare nella direzione della circolarità, per sensibilizzare il cliente sia per quanto riguarda le tematiche ambientali che sociali, avendo un supporto da parte dei ragazzi per quanto riguarda la realizzazione del prodotto finale.

 

Cosa è cambiato nel tuo lavoro con la fusione delle due cooperative?

È cambiato il responsabile di questi lavori, che non sono più io, ma due colleghi. Vedere un’altra persona fare qualcosa di cui prima ti occupavi tu, però, ti dà una visione diversa, più ampia. Per esempio, ora, la cintura viene realizzata con dei rivetti interni che danno più mobilità. Inoltre, l’attuale direzione, portata dalla fusione, presta molta attenzione nei confronti di queste lavorazioni. Pensando al futuro, si cercherà di implementare le collaborazioni, come quella con il negozio di riuso Wianui Upcycling di Bressanone e con la libreria Ancora di Trento, che ci aiuta a far conoscere i nostri prodotti ai suoi lettori.

 

Qual è stata la soddisfazione più grande che hai riscontrato in questo tuo percorso?

Sicuramente una sfilata di presentazione fatta qualche anno fa dalle ragazze della Famiglia Materna di Rovereto, dove è stato lanciato un bellissimo messaggio di inclusione sociale. Ma anche le collaborazioni al di fuori dei confini cittadini. E infine, vedere i clienti che acquistano i nostri prodotti con il sorriso sulle labbra. È bello sensibilizzare i ragazzi della cooperativa e sapere che insieme creiamo dei prodotti con materiali che altrimenti andrebbero ad accumularsi in discarica e avrebbero pure difficoltà nell’essere riciclati. 

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