Basta guardare il cielo

Data: 01/10/09

Rivista: ottobre 2009

Racconta i pezzi della sua vita come se fossero i semplici capitoli di un libro. È cos’ì che Maxwell Kane narratore di tutta la vicenda, ci mostra passo passo quella che è stata l’avventura di Storpio il Potente.

Tutto ha inizio a Cincinnati, dall’incontro del giovane Max, ragazzo ritardato ma dall’enorme corporatura, e Kevin Dillon, piccolo e deforme (affetto dalla mortale sindrome di Morquio) ma intelligentissimo e fiero. Sono gli esclusi del posto, che incontrandosi danno inizio ad una nuova vita, intraprendendo un cammino di orgoglio e nobili gesti. Sono loro, il secondo issato sulle spalle del primo, a comporre l’invincibile guerriero della Tavola Rotonda fantasticato leggendo un libro sui cavalieri di Re Artù. «Se hai 12 anni e sembri Godzilla ti becchi come minimo occhiate e battute», si lamenta Maxwell (Elden), incapace di reagire, nonostante la corporatura, alle prepotenze di una banda del quartiere. Qualcosa del genere accade anche a Kevin (Culkin),preso in giro fin dalla infanzia. Per la gente del posto sono «Frankenstein & Igor», insomma due «diversi»; e proprio questa condizione finirà per unire le loro esistenze, in una sorta di simbiosi fisica e mentale. Il cineasta Peter Chelsom ha il merito di essere riuscito a maneggiare con una certa cura la materia, essendo di scena due bambini: l’uno inguaribile e l’altro ritardato, creando una complicità tra i due con vivo senso del racconto, e le musiche di sapore anglo-irlandese (nella colonna sonora, brani di Zucchero, Sting e B.B. King) introducono un piacevole elemento di contrasto con l’ambientazione operaia.Se Sharon Stone è una mamma di intensa sobrietà, Gena Rowlands e Harry Dean Stanton, incarnano i ruvidi nonni di Maxwell: che, sembrano uscire dal celebre quadro, American Gothic, ma vedrete che al momento opportuno sapranno proteggerlo da una terribile minaccia familiare.

Un film per molti versi dolce ed epico al tempo stesso. Non insegna, ma nemmeno sfiora il patetico, anzi “cammina sopra il cielo”, come ama ripetere il protagonista. Una storia piena di aromi cavallereschi, che nella sua tristezza riesce a scaldare i cuori degli spettatori nei suoi gesti di speranza e di coraggio.

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