Bonus barriere architettoniche

Autori:Redazione

Data: 12/02/24

Rivista: febbraio 2024

Categoria:Accessibilità e mobilità

Nuova proroga fino al 31 dicembre 2025. Limite però ai lavori ammessi e alle possibilità di sconto e cessione.

Prorogato fino al 31 dicembre 2025 il bonus barriere architettoniche, agevolazione dedicata ai contribuenti per favorire l’abbattimento di ostacoli e impedimenti fisici all’interno di abitazioni o luoghi di lavoro. Il bonus, valido per interventi effettuati da privati cittadini, enti pubblici e privati, imprese, esercenti arti e professioni, consta in una detrazione fruibile come sconto sulle imposte pari al 75% delle spese sostenute fino ad un importo massimo variabile, da 30mila a 50mila euro, a seconda dell’edificio interessato. A questa agevolazione si aggiunge inoltre la detrazione Irpef per la ristrutturazione edilizia dell’immobile e la detrazione del bonus 110% per gli interventi “trainati” (come, ad esempio quelli finalizzati all’eliminazione di barriere architettoniche) ma solo se eseguiti congiuntamente agli interventi cosiddetti “trainanti” (ad esempio quelli di isolamento termico delle superfici opache). Attenzione però alla novità dell’ultimo DL n 212/2023 che, relativamente al bonus barriere architettoniche, limita il numero dei lavori ammessi e la possibilità di sconto e cessione. Per le spese sostenute dal 30 dicembre 2023 infatti il bonus sarà valido solamente per interventi specifici quali: ascensori, montacarichi, elevatori esterni all’abitazione, sostituzione di gradini con rampe e la realizzazione di strumenti che, attraverso comunicazione robotica e ogni altro mezzo tecnologico, siano in grado di favorire la mobilità interna ed esterna di soggetti portatori di handicap grave. Rimangono quindi escluse, a differenza dello scorso anno, le spese relative a cambio infissi e al rifacimento dei servizi igienici. A questo si aggiunge inoltre, sempre dal nuovo DL 212/2023, che il rispetto dei requisiti fissati dal Decreto del Ministero dei lavori pubblici n. 236 del 14 giugno 1989, deve ora risultare da un’asseverazione rilasciata da tecnici abilitati e che la possibilità di cessione e sconto della detrazione è prevista dal primo gennaio 2024 solo per lavori eseguiti da: condomini sulle parti comuni di edifici a prevalente destinazione abitativa, singoli proprietari su appartamenti o edifici unifamiliari adibiti ad abitazione principale (con il limite di reddito di riferimento non superiore a 15.000 euro) e famiglie con un soggetto disabile. 

Foto: Freepik.com

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