Chi conosce i giovani di oggi

Data: 11/06/24

Rivista: giugno 2024

Categoria:Disagio e inclusione,libri

Chi conosce i giovani di oggi?
di Ambra Proto
In un film del 1981 del grande regista Nanni Moretti intitolato “Sogni d’oro”, durante un giro
in macchina con altri due suoi amici, proprio il regista nonché attore delle sue pellicole, recita
così: «Parlo mai di astrofisica io? Parlo mai di biologia io? Parlo mai di neuropsichiatria?
Parlo mai di botanica? Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco».
Ed è da questa citazione che vorrei partire per parlare dei giovani di oggi. Chi conosce i
giovani di oggi? Chi li conosce davvero? Eppure, tutti ne parlano.
Secondo un rapporto pubblicato in aprile da EURES per il Consiglio Nazionale dei Giovani e
l’Agenzia Italiana per la Gioventù, l’Italia ha visto andare via gran parte della popolazione
under 35, scendendo all’ultimo posto in Europa.
La retorica sterile e le chiacchiere quotidiane danno una narrazione completamente distorta
delle nuove generazioni, viste come il capro espiatorio della gran parte dei problemi della
nazione.
I giovani sono quelli che non vogliono lavorare, che si divertono, che restano in casa dei
genitori fino all’età adulta. Sono quelli incapaci di prendere decisioni rispetto al loro futuro,
quelli che non si sposano, che non fanno figli, quelli che addirittura pretendono diritti e che si
permettono di portare avanti battaglie non per tutti necessarie. “I problemi sono altri”, dicono.
Inoltre, nella società del “tutto e subito” dove i social network hanno dato, solo
apparentemente, quelle risposte e quel rifugio che un giovane non trova altrove, ci sono
famiglie non completamente in grado di gestire a loro volta, gli adolescenti e i giovani adulti
con cui hanno a che fare.
La crisi sociale ed economica, infatti, ha colpito la popolazione senza fare distinzioni per
fasce di età e, di conseguenza, anche gli adulti si trovano ad affrontare situazioni di precarietà
economica e di stress correlato alla frustrazione di non sapere cosa ne sarà del proprio futuro.
Ed è proprio questo senso di smarrimento a colpire anche e soprattutto i più giovani che, in
un certo senso, non trovano più una strada e un appoggio educativo ed emotivo, in chi è più
grande di loro. Giovani e adulti in fondo, sono due facce della stessa medaglia, le quali però,
non riescono a trovare un punto di incontro, troppo prese a far fronte al rumore intorno.
Al giovane di oggi viene richiesto di essere sempre qualcosa di più, sempre più preparato,
sempre migliore degli altri, lanciandosi così in un modo di sfide e competizione senza fine.
Perché tutti parlano dei giovani e pochi parlano con i giovani?
E’ necessario riscoprire il significato profondo del dialogo ed avere il coraggio di essere
gentili ed empatici, nei confronti di tutte quelle persone che stanno cercando un loro posto nel
mondo. I giovani di oggi non sono indecisione e nullafacenza. Sono paura e bisogno di
trovare un luogo in cui essere sé stessi. Anche gli adulti erano i giovani di oggi, in un mondo
diverso però. In un mondo dove la prospettiva di un futuro potevi immaginarla, dove un
futuro c’era, dove era più semplice dare un senso alle proprie scelte.
Non è sempre obbligatorio parlare dei giovani di oggi, ma è necessario parlare con i giovani
di oggi. L’incontro fa la
forza.

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