Dagli occhi di Mia, autobiografia di un cane

Stefano Margheri nasce a Trento il 10 agosto 1969, evidenzia fin dai primi anni di vita uno spiccato interesse per il mondo animale.

Pur adottando un percorso scolastico di natura scientifica, con successiva laurea in Giurisprudenza, mantiene e coltiva la propria passione cinofila attraverso studi e master che nel corso degli anni gli conferiscono le qualifiche di educatore/istruttore cinofilo e di istruttore specializzato nei disturbi comportamentali del cane. E’ tutt’oggi docente in numerosi corsi di preparazione per istruttori ed in stage sul comportamento canino, in ambito locale e nazionale. Cura importanti rubriche per riviste cinofile nazionali e pratica, come conduttore, diverse discipline cinofilo/sportive.

Da tutto ciò è nato “ Dagli occhi di Mia, autobiografia di un cane”, racconto che riesce a mettere in primo piano la vita e il punto di vista di Mia, consegnadole quasi una peculiarità umana, la coscienza. Marco Paolini riferendosi a Jack London diceva: “Gli animali dei suoi racconti sono come gli esseri umani”. Conciliabile in parte anche con il racconto di Margheri.

Mia è un Labrador Nero realmente esistito. Tutti i fatti, gli aneddoti e gli eventi narrati in questo libro sono, allo stesso modo, realmente accaduti. La novità sta, piuttosto, nell’aver dato a Mia voce e scrittura, permettendole di raccontarsi a conclusione della vita terrena.

Oltrepassato il “muro sensibile”, e scivolata nell’universo senza tempo, Mia decide di dedicare al mondo umano un ultimo “…dono tangibile…”: sé stessa narrata da sé stessa.

Ha, così, inizio un viaggio a ritroso, partendo dal primo giorno di vita e muovendosi lentamente verso il giorno di fine. Si descrive, Mia, attribuendo alla memoria il compito di immaginarsi nel presente e nel passato, annullando il tempo e contrastando la morte con il sentirsi ancora in vita.

Emergono, nel corso delle pagine, le descrizioni di ciò che è stato autentico e vero, con il richiamo a concetti e principi di etologia, di apprendimento e di psicologia canina. Il primo periodo insieme alla mamma ed ai fratelli, il distacco da essi per l’accoglienza presso il nuovo proprietario, i mesi iniziali in una località montana e il successivo trasferimento in città. Gli incontri con altri suoi simili, l’imparare comportamenti e azioni di vita quotidiana, il visitare luoghi e ambienti di rara bellezza naturalistica, lo svolgere le discipline cinofilo – sportive fino a partecipare a competizioni locali e nazionali. Il tutto “filtrato” dai suoi occhi, in uno scorrere di emozioni, percezioni e sensazioni tipicamente canine. In aggiunta, un insieme di considerazioni sulla vita, sull’amicizia, sull’amore, sulla felicità, sulla tristezza e sul dolore, in un’ottica di analisi espressa dalla mente del cane.

Filo conduttore l’elemento dell’acqua, da fonte di gioioso inebriarsi a strumento di unica consolazione. Il raccontarsi di Mia è il raccontarsi di tutti i cani, un’ode cantata e dedicata a questa meravigliosa ed esclusiva specie domestica.

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