Guardare oltre. Una breve riflessione sulla dislessia

Data: 01/06/23

Rivista: giugno 2023

Categoria:Disagio e inclusione

In questa breve riflessione sulla dislessia, vorrei far riflettere sul fatto che la diversità, non debba essere vista come un ostacolo, ma invece come uno stimolo per guardare il mondo da punti di vista diversi.

 

Cos’è la dislessia?

Nella maggior parte dei casi, la dislessia si presenta in età scolare e si manifesta attraverso quelle difficoltà legate all’apprendimento, alla distinzione dei caratteri, nella difficoltà legate alla scrittura e nel capire e comprendere il significato delle letture. Erroneamente, ancora troppe volte, viene confusa con la semplice “svogliatezza”. Ma tutti coloro che si occupano di dislessia sanno che non è così, poiché la voglia di fare non manca. È importante rilevare come questo disturbo sia più diffuso dove la pronuncia è diversa dalla parola scritta, come per esempio nei paesi anglofoni. La matematica è un’altra materia in cui una persona dislessica di solito incontra maggiori difficoltà. Diversi studi hanno confermato che la causa principale dell’insorgenza della dislessia è genetica, ma essa può derivare anche da traumi celebrali. Entrando nel dettaglio, vi sono delle variazioni genetiche che interessano i cromosomi 6, 15 e 3.

 

Le strategie per superare gli ostacoli

Dalla dislessia “non si guarisce”, ma negli anni sono state messe a punto diverse strategie per accompagnare la persona che soffre di questo disturbo nel superamento degli ostacoli. Una persona con Dislessia, quindi, durante il percorso scolastico dovrà iniziare un percorso con un logopedista che possa accompagnarlo con l’obiettivo di affrontare le varie problematiche come la difficoltà nell’apprendimento, la pronuncia delle parole e la carenza di attenzione. Ma la chiave per i bambini è senza dubbio il gioco, per imparare divertendosi, ad abbinare le parole e per pronunciarle correttamente.

 

La difficoltà del mondo

In questo caso, come in molti altri, ci si trova davanti ad una sorta di fatica da parte di questo mondo a rallentare e ad aspettare chi rimane indietro. Eppure, la natura ci ha sempre abituato a dei ritmi lenti. Perciò forse, proprio come stiamo scoprendo l’importanza del concetto di sostenibilità ambientale, dovremmo costruire percorsi di sostenibilità sociale, per non lasciare nessuno indietro. 

 

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