La salute mentale degli adolescenti e l’importanza della scuola

LA SALUTE MENTALE DEGLI ADOLESCENTI E L’IMPORTANZA DELLA SCUOLA

del Dott. Rodolfo D’Agostini

L’ADOLESCENZA

La parola adolescente significa “colui che si sta nutrendo” e comunica efficacemente la trasformazione, il crescere e diventare.

E’ una fase cruciale di transizione della persona dall’infanzia, dove possibilità e responsabilità sono mutuate dalle figure di accudimento, all’età adulta che corrisponde all’espressione delle proprie potenzialità e all’assumere un’identità e le responsabilità sociali.

E’ una metamorfosi tanto cruciale quanto fragile. Proprio questa vulnerabilità fa si che sia il periodo della vita in cui più frequentemente si manifestano, per la prima volta, la maggior parte dei disturbi psichiatrici . Quando non intercettati, rischiano poi di mantenersi per tutta la vita adulta. Il 75% dei disturbi mentali degli adulti esordiscono prima dei 25 anni e fino al 50% prima dei 16 anni.

L’adolescenza, a scapito dei teen drama televisivi, è per molti un periodo tutt’altro che spensierato e leggero ed è anzi caratterizzato da profonde insicurezze, senso di non essere accettati e apprezzati dal gruppo dei pari e da difficoltà nel comprendere e regolare le proprie emozioni.

Se l’adolescenza non è mai stata una fase facile, negli ultimi anni, per molteplici motivazioni non ancora del tutto comprese, sembra essere diventata ancora più difficile. Nell’ultimo decennio si registra un generale peggioramento del benessere mentale ed emotivo degli adolescenti.

Eppure, i ragazzi non sono così soliti rivolgersi ai Servizi e alle figure professionali specializzate all’aiuto. Spesso il malessere lo tengono per sé anche quando assume connotati di pensieri che pesano in testa come macigni. Il suicidio è la seconda causa di morte fra gli adolescenti, dopo gli incidenti stradali, spesso legati al consumo di alcool e sostanze o da comportamenti pericolosi.

Come accorgersi di loro? Come fare a raggiungerli?

L’adolescenza è anche un periodo di grande creatività, di ideali e di espressione con cui i ragazzi si raccontano e comunicano, come da sempre, attraverso la musica che ascoltano, la moda che vestono, nelle battaglie che scelgono, nell’aderire e uniformarsi ad un gruppo o nel non farlo…

Comunicano la sofferenza e la rabbia anche nelle manifestazioni più eclatanti: nei tagli sulle braccia, nelle esplosioni di rabbia, nel disertare la scuola, nel rinchiudersi in camera.

Capire e decodificare non è facile: richiede tempo, pazienza, perseveranza, presenza.

 

L’IMPORTANZA DELLA SCUOLA

Con la crisi dell’istituzione famiglia, la Scuola si trova a vicariarla e a fare da contenitore alle angosce e alle pulsioni aggressive del crescere. La Scuola per una/un ragazza/o non è solo il luogo dell’apprendimento ma anche della socializzazione, dello scambio e della crescita dove gli adolescenti si trovano ad affrontare esperienze sociali complesse quali sentimenti di appartenenza o di esclusione dal gruppo, di fiducia ma anche di delusione, di conflitto e competizione.

La Scuola rappresenta un avamposto, un osservatorio privilegiato sulla vita dell’adolescente e il compito dell’insegnante non si limita al contenuto di ciò che insegna ma anche nell’essere modello, autorità, osservatore discreto. Ma non può fare tutto da solo.

Per questo è importante che la Scuola possa essere in contatto coi Servizi e che si presti come luogo per attività strutturate e sistematiche di promozione del benessere mentale ed emotivo con lo scopo di informare i ragazzi. Al contempo deve strutturarsi come luogo di prevenzione per intercettare chi già manifesta dei sintomi di malessere e ha bisogno di aiuto.

 

E ALLORA COSA FARE SE…

…se sei un insegnante e noti che uno o più dei tuoi alunni mostrano segnali di malessere…

Chiamalo. Parlagli apertamente della tua impressione. Probabilmente negherà ma tu trattienilo gentilmente. Lascialo parlare e se tacerà resta con lui in silenzio. Anche in questo c’è l’ascolto. Validalo. Non avere fretta di cercare soluzioni. Poi fallo ancora una volta, due volte…non importa per quanto tempo…2 minuti, 5 minuti… E se scoprirai che sta male non ti spaventare ma a tua volta coinvolgi chi può aiutarti.

…se un tuo compagno di classe è improvvisamente cambiato ed è diverso, se improvvisamente sembra scomparso e quel banco vicino al tuo rimane giorno dopo giorno vuoto, se parla di cose strane, se si taglia,…

Tu cercalo. Scrivigli. Non ti risponderà probabilmente ma non demordere. E’ come tendere una mano, non subito viene afferrata. Non farlo da solo, non sta a te la responsabilità di “risolvere i suoi problemi”, coinvolgi altri compagni, i tuoi insegnanti. Parlane. Fai rumore.

 …se quella persona invece sei tu.

Raccontati. Trova il tuo modo di espressione. Fatti trovare. Lasciati raggiungere…dai tuoi genitori, da un insegnante, dallo psicologo dello sportello scolastico. Parlane con il tuo medico o fatti accompagnare nei Servizi sanitari per gli adolescenti. C’è del coraggio nell’essere fragili.

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