Le olimpiadi “nascoste”

Data: 01/10/00

Rivista: ottobre 2000

Vi sarete certo fatti anche voi attirare dalle immagini e dall’agonismo delle Olimpiadi appena concluse a Sydney. Ebbene forse non lo sapete ma, dalle Olimpiadi di Roma del 1960 in poi si svolgono quasi in contemporanea con quelle ufficiali, le ParaOlimpiadi, gare riservate ad atleti non vedenti o con handicap fisici.

Si disputano ogni quattro anni come i Giochi tradizionali. La decima edizione, svoltasi ad Atlanta negli Stati Uniti, aveva in programma gare in 19 discipline, 17 delle quali ufficiali e 2 dimostrative. Il 15 agosto ’96 oltre 60mila spettatori assistettero alla cerimonia di inaugurazione. Alla precedente di Barcellona ’92 la squadra azzurra si presentò con 84 atleti su un totale di oltre 3000 provenienti da 94 paesi e, a fine Olimpiadi, tornò in Italia con un ottimo medagliere azzurro finale: 11 medaglie d’oro, 20 d’argento, 14 di bronzo.

Stessa impostazione per le Parolimpiadi invernali di Nagano del febbraio – marzo ’98 svoltesi sulle stesse piste da scii e slittino delle vere Olimpiadi. Anche in quell’occasione ottimi i risultati per i colori italiani con dieci medaglie di cui tre d’oro. Da ricordare il regionale Bruno Oberhammer, un cieco, che con la sua guida Paolo Tavian ha colto per la quinta volta consecutiva una medaglia in una paraolimpiade invernale: da Innsbruck 1984 fino ad oggi ha ottenuto dieci allori.

Adesso tocca a Sydney, dal 19 al 28 ottobre.

Ecco alcune delle discipline in scena in Australia: Tiro a segno, tiro con l’arco, nuoto, atletica, tennis, ciclismo tennis tavolo, goal-ball per non vedenti. Palma della gara più massacrante la gara di velocità 5000 metri per tetraplegici.

Come sempre la squadra azzurra parte con la volontà di migliorare i risultati della volta precedente e, dando un’occhiata ai tempi ed alle misure dei nostri atleti, le possibilità ci sono tutte. Per non vendere però la pelle dell’orso prima di averlo preso non facciamo nomi in modo da non impegnare nessuno a dover tornare ad ogni costo con la medaglia al collo. Ci limitiamo a segnalare alcuni atleti che rappresentano un caso.

Alfredo Luini, ad esempio, spastico categoria T31, corre in carrozzina usando i piedi per spingerla in avanti, visto che non ha l’uso delle braccia. Suoi sono i record italiani di categoria nei 100 – 200 – 400 metri. Nell’atletica Ambrogio Magistrelli, categoria T54/F55, amputato agli arti inferiori e Marco Milanesi, tetraplegico categoria T51 e Igor Stella, atleta esordiente, paraplegico cat. T54.

A Sydney si confronteranno con atleti di tutto il mondo, alcuni dei quali veri fenomeni come Tony Volpentest, il personaggio simbolo dello sport per disabili nel mondo. La sua storia sportiva era cominciata alla Paraolimpiade di Barcellona, quando aveva strabiliato il mondo per aver corso i 100 metri in poco meno di 12″ pur essendo nato senza la parte terminale delle gambe, con una gamba 7 centimetri più corta dell’altra e con le braccia che si fermano prima del gomito. Ad Atlanta, Tony Volpentest fa il bis: corre i 100 metri in appena 11″36. Correrà a Sydney con l’obiettivo di scendere sotto gli 11 secondi nei 100 metri.

Altro atleta il cinese Bin Hou, amputato completamente della gamba sinistra a 9 anni, quando un treno gliela stritolò. Salta in alto un metro e 92 centimetri superando l’asticella con una specie di ventrale messo a punto da lui stesso. Il suo pensiero fisso per Sydney è quello di superare i 2 metri.

Un terzo atleta da tener d’occhio è Lee Ann Shannon, 16enne di Orange Park. Nella sua categoria è la paraplegica più veloce del mondo in carrozzina della sua categoria. A 13 anni vinse medaglie l’oro ad Atlanta e intende fare il bis a Sydney.

Dalla più giovane ai più vecchi. Heinz Frei (39 anni, svizzero, moglie e due bimbe, non perde una gara sulla maratona o le lunghe distanze). Purificacion Santarnarta, 37 anni, spagnola, non vedente dall’età di 8, domina da 10 anni le cose sui 100, 200, 400 e 800 metri), infine Trischa Xorn, 35 anni, statunitense, non vedente dalla nascita, imbattibile in piscina è l’atleta più medagliata della storia dei Giochi: 40 medaglie in bacheca!

Tutte le discipline hanno il loro record paraolimpico, oltre che nazionale e mondiale e, sopratutto, il loro minimi da superare per essere ammessi ai giochi.

Buon segno le Parolimpiadi! Invero da tempo non è più l’eccezione vedere disabili partecipare ad attività sportive fatto che sembrerebbe la contraddizione stessa della disabilità. La loro partecipazione a manifestazioni sportive è diffusa a molte discipline, dalle gare automobilistiche ed aree a quelle veliche e sciistiche, dalle partite di basket per paraplegici alle partite di pallone tra ciechi. All’inizio degli anni ’70 in Norvegia, ad una gara con slitte trainate da cani, partecipò anche l’etiope Abebe Bikila, vincitore nel 1960 della maratona olimpica di Roma, divenuto tetraplegico in seguito al ribaltamento di una jeep.

Numerosi infatti gli sportivi che, divenuti disabili a motivo dell’attività agonistica, continuano a competere, partecipando sia a gare aperte a tutti sia allestite apposta per loro. Gli appassionati di gare di Formula 1 conoscono bene l’inglese Frank Williams, divenuto tetraplegico causa un cappottamento con la sua auto e lo svizzero Clay Ragazzoni ex pilota Ferrari ed oggi paraplegico in grado di partecipare alla Parigi- Dakar. Chi preferisce l’atletica leggera ricorda il già citato Abebe Bikila maratoneta etiope campione olimpico nel 1960 a Roma e più volte testimonial in gare per disabili e chi invece la pallavolo rimpiangerà le schiacciate di Kilgour spesso ancora presente con consigli a bordo campo.

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