Mirko Bortoluzzi racconta le avventure di una persona disabilmente normale

Nel suo libro, l’invito a trasformare gli ostacoli in occasioni.

Ex imprenditore agricolo bellunese, Mirko Bortoluzzi è fra i soci fondatori di A.S.S.I. Aps Onlus, l’associazione sociale sportiva invalidi di Belluno. Nonostante la diagnosi di distonia muscolare da cerebropatia connatale e i vari ostacoli presentatigli dalla vita, non si è mai arreso e ha messo in atto tutta una serie di strategie per raggiungere i propri obiettivi, senza mai scoraggiarsi. Come? Ce lo racconta parlandoci del suo libro.

“Le avventure di una persona disabilmente normale” racconta – con un tocco di ironia – la tua vita, le gioie ma anche le difficoltà incontrate, sin dal titolo…

Sì, ho scelto di accostare le parole normale e disabilmente perché sono contrario alle etichette che spesso ci vengono affibbiate. Chi siamo? Siamo persone, prima di tutto, ognuno con le proprie abilità e potenzialità. Diversamente abile è una definizione che non mi piace, mi appare come un tentativo di abbellire qualcosa che sembra negativo. Ma perché cercare di abbellire qualcosa che invece è naturale?

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro e a chi è rivolto?

La prima scintilla è stata quella di trovare un modo per trasmettere la mia esperienza di vita. Questa è una cosa che ho sempre fatto, per esempio tramite gli incontri nelle scuole, ma, in seguito ad un peggioramento fisico, ho dovuto ridurre drasticamente gli impegni. Il libro è quindi un nuovo strumento per far circolare il mio pensiero. Credo sia importante mettere a disposizione il proprio vissuto. E poi… il fatto di aver scritto un libro è una bella cosa da raccontare! Il mio racconto è rivolto in primis ai disabili e alle loro famiglie, ma in generale a chiunque abbia voglia di leggere. Cerco di far passare un messaggio positivo, nonostante tutto e tutti. Ognuno può trarre le proprie considerazioni, io ho sempre detto ciò che pensavo in chiave costruttiva, con il massimo rispetto verso tutti.

L’impostazione del libro è molto originale: un vero e proprio menù. Come mai questa scelta?

Non sono un mangione, ma mi piace mangiare bene! Una volta terminata la scrittura del libro, con l’obiettivo di renderlo il più leggero e leggibile possibile, mi è venuta l’intuizione di impostarlo come un menù. Quando possibile, bisognerebbe prendere la vita con un pizzico di ironia e positività, anche nelle situazioni più toste.

Ti saresti mai immaginato scrittore e cosa ti ha dato questa esperienza?

Per natura, non mi pongo mai limiti e sfrutto il mio essere eclettico. La cosa potrebbe puzzare di eccesso di autostima ma non è affatto così, semplicemente ritengo che nella vita serva sperimentare, io sono contento di averci provato. Scrivere per me è stata una sfida: avevo tutto nella mente ma il fatto di “trapiantarmi” su carta non è stato affatto scontato. Soprattutto per quanto riguarda il modo in cui trattare certi argomenti; ho voluto dire le cose con schiettezza ma con la giusta cautela, per evitare querele. Per quanto riguarda l’immaginarmi scrittore devo dire che sentirsi chiamare così è strano. Mi fa chiedere se sia davvero io quello di cui parlano ma allo stesso tempo è gratificante.

E per quanto riguarda l’aspetto tecnico?

Faticando fisicamente nello scrivere, mi sono fatto supportare da due persone: con il pc collegato al televisore, potevo dettare da disteso a letto e allo stesso tempo vedere cosa veniva scritto. Ho avuto la fortuna di avere due amiche come supporto, tramite il confronto mi hanno stimolato a far emergere aspetti che io avrei sorvolato: è stato un valore aggiunto per il libro. Ho chiesto anche consigli pratici sul mondo dell’editoria, per me sconosciuto. È stata una bella sorpresa scoprire che ci sono tantissime persone che scrivono.

Chi ti conosce apprezza molto le tue “pillole”. Quali lasceresti ai nostri lettori?

La mia preferita è «mai porsi limiti, ma con il senso del limite!». Quella più simpatica invece: «cosa abbiamo in comune io e una bella ragazza? Semplice, entrambi non passiamo inosservati!»  Si rimanda al libro per le altre.

 

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