Non è te che aspettavo di Fabien Tolmuè

Data: 12/02/24

Rivista: febbraio 2024

Categoria:Librare - Libri con le ali

In questa rinnovata edizione di Librare, libri con le ali, parliamo di una storia autobiografica che
racconta un incontro. Il primo incontro tra un padre e sua figlia appena nata.
In “Non è te che aspettavo” emerge la potenza dello strumento narrativo della Graphic Novel
che viviseziona i più intimi e discordanti sentimenti dell’animo di un genitore nell’apprendere
della disabilità della neo-nata. Trisomia, Sindrome di Down è l’esito degli esami che, come
un’invocazione alla Musa Calliope, preannunciano l’inizio dell’Odissea (medica e non solo). Si,
perché proprio qui inizia l’avventura della giovane coppia francese.
Il senso di colpa, il rifiuto, le aspettative disattese sono le prime emozioni che si mescolano con
ansie e sogni inevitabilmente portati con sé dalla nascita di un figlio. Si crea così una
circostanza nella quale papà Fabien arriva al pensare: “mi sorpresi a sperare che Julia non
superasse i suoi problemi cardiaci, in modo da porre fine a quell’incubo”, la paura e il non
sapere a cosa si sarebbe andati incontro si erano travestiti subdolamente da “soluzione”.
Con grande abilità, delicatezza e ironia l’autore crea un libro unico che riesce a far sorridere e
piangere a distanza di poche pagine. La sua sincerità abbatte tutti quegli stereotipi che
normalmente ridondano e banalizzano l’autenticità dei momenti della vita, sopratutto quando si
intrecciano con la disabilità.
Il tratto grafico, semplice e immediato, trasmette con grande intelligenza e focus il messaggio
sposando scelte cromatiche diverse per capitolo. Quest’insieme di combinazioni è stupefacente
in un opera d’esordio nel mondo dell’illustrazione.
La vicenda raggiunge l’apice con l’inizio di una lenta accettazione: l’apatico atteggiamento del
padre si trasforma in un legame speciale al quadrato con sua figlia.
Un libro da leggere, da vivere, non solo per chi sta affrontando la stessa situazione, ma per
qualsiasi genitore che voglia capire le profonde implicazioni di una genitorialità “diversa”. A volte
più peculiare.

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