“Opportunità: pari o DISpari?”

Opportunità: pari o DISpari?”

La cooperativa Handicrea per i suoi vent’anni di attività ha proposto dei seminari di confronto su questioni che riguardano la disabilità e la cultura dell’accessibilità. Scopriamo attraverso le parole di Graziella Anesi cosa è emerso seguendo i temi principali.

Scuola e lavoro.

A che punto è in Trentino l’inserimento delle persone con disabilità nel mondo del lavoro? E soprattutto nell’accesso alla scuola primaria e secondaria?

Premettiamo che tutte queste domande richiederebbero molto più spazio per essere approfondite in modo completo e che le risposte possono essere forzatamente sintetizzate.

Per quanto riguarda la scuola i numeri presentati al Seminario dalla Dott.ssa Tonelli del Servizio Infanzia e Istruzione dimostrano che in Trentino 2.386 alunni hanno la certificazione della Legge 104/92 e oltre 2.150 disturbi specifici dell’apprendimento. Infine, 960 hanno un disagio che si rivela spesso temporaneo. Numeri, ma soprattutto situazioni che comportano impegno economico ed umano, di preparazione e sinergia fra scuola, servizi, famiglie, ecc.

Dire a che punto è il Trentino non è facile: vi sono eccellenze ma anche criticità. Pensiamo per esempio agli inserimenti di alunni provenienti dall’estero o alla difficile diagnosi da stilare nei primi anni di vita del bambino.

Per quanto riguarda la formazione post scuola dell’obbligo e l’inserimento lavorativo, le cifre illustrate dalla Dott.ssa Magnago dell’Agenzia del Lavoro evidenziano la difficoltà (dovuta anche alla crisi economica) a trovare un’occupazione adatta. Non si tratta infatti solo di individuare un posto di lavoro ma di avere la capacità di comprendere che “quel” posto va bene per quella persona.

Stando alla sua esperienza quali categorie di persone con disabilità sono le più penalizzate nell’accesso ai servizi e al raggiungimento di una vita indipendente?

Con la disabilità non si dovrebbe parlare di categorie, piuttosto di situazioni che sappiamo benissimo sono sempre soggettive e particolari. Certo, maggiori sono i disagi fisici, sensoriali o cognitivi più grande è la difficoltà ad ottenere servizi adatti. Poi conta molto anche la rete sociale che si ha intorno, il territorio in cui si vive, il livello di accettazione del proprio handicap, ecc.

Allo stato attuale l’attivazione dei progetti di vita indipendente è prevista solo per chi ha disabilità fisica, mentre l’accesso ai servizi e al lavoro come detto dipende da molti fattori condizionati anche dalla crisi economica.

Ma per raggiungere la vita indipendente, aldilà delle norme, un individuo deve anche fare un percorso personale non facile, valutando le proprie possibilità e i propri limiti, non aspettando l’impossibile ma cercando di fare il massimo.

Quali sono le opportunità formative e lavorative oggi nella Provincia di Trento dedicate alle persone con disabilità fisiche o cognitive? Quale opportunità rappresentano per l’economia locale e quale cambio di paradigma potrebbe generare nel panorama sociale la loro inclusione?

I dati forniti dall’Agenzia del Lavoro, ci dicono lo stato dell’arte. Altra cosa è capire quali sono le opportunità da attivare per formare e occupare le persone con disabilità. Purtroppo non esiste una risposta che va bene per tutti e per tutto. Si deve vedere anche cosa il “mercato” può offrire e con quali passaggi formativi ci si può arrivare. Pur se le istituzioni sono consapevoli delle aspettative che dei bisogni dei cittadini disabili, non bisogna abbassare la guardia.

Barriere architettoniche e trasporti: risposte diverse per l’autonomia

Per quanto riguarda l’accessibilità dei mezzi pubblici, durante gli interventi del convegno emerge un dato: il 38% dei mezzi, autobus e treni in Provincia di Trento sono accessibili e prevedono sistemi di accesso dedicati a tutti. E’ un dato attendibile secondo lei? Sarebbe utopistico pensare di arrivare ad avere in futuro la totalità dei mezzi pubblici sbarrierati?

Non abbiamo ragione di pensare che la Trentino Trasporti pubblichi dati non attendibili, del resto come Cooperativa i risultati li vediamo sia dai contatti con i responsabili sia dagli esiti delle nostre segnalazioni. Tecnicamente non sappiamo se si potrà mai avere il 100% di fermate e mezzi accessibili, di certo la strada percorsa finora è quella che ha portato maggiori cambiamenti in questo senso.

Quali sono le principali motivazioni che rendono il trasporto pubblico ad oggi ancora un limite per molte persone?

Ci sono motivazioni pratiche (per esempio la presenza di barriere architettoniche sui tragitti da compiere, il maltempo, gli orari) ma anche culturali: le persone con disabilità a volte affrontano con difficoltà ogni uscita dal proprio ambiente, soprattutto se non “protetta” da familiari o vettori conosciuti. È giusto sapere e diffondere che il trasposto pubblico prevede mezzi e fermate distribuiti sul territorio, dove dietro c’è un’attenzione di tecnici, amministratori, personale addetto, ma anche di associazioni e cooperative che hanno collaborato per rendere attive queste risposte. Uno sforzo di tutti nell’ottica della vera inclusione.

L’accesso ai luoghi: una questione di cultura e di opportunità?

Attraverso quali strumenti oggi il cittadino può avere informazioni utili sui luoghi pubblici accessibili in Trentino? Esiste una mappatura e a quale stadio si trova?

Il cittadino qualunque in generale è bombardato e a volte disorientato da offerte informative che gli arrivano da computer, applicazioni varie su smartphone, ecc. Il cittadino con disabilità può fruire di tutto questo ma ha necessità diverse. La Cooperativa HandiCREA da anni, oltre che gestire lo Sportello Handicap, esegue rilevazioni in grado di fornire alle persone dati affidabili di strutture e percorsi. Noi non diciamo se è accessibile un ristorante o un hotel, un ufficio o un museo, noi diamo dei dati che fanno capire alla persona se, in presenza di un ostacolo, è in grado di superarlo. Il dislivello di 4 cm, il peso di apertura di una porta, per qualcuno possono essere barriere insormontabili mentre per altri no. Esiste una App (Trentino Accessibile) dove si possono trovare oltre 1300 strutture rilevate nel Trentino. È un lavoro che ha continuamente bisogno di essere ampliato e aggiornato ma che sta trovando un ottimo riscontro.

Quali sono le criticità più comuni che si presentano nell’accesso ai locali aperti al pubblico nel centro storico di Trento?

Il centro di Trento, lo dice la parola stessa, ha dei vincoli cui gli edifici storici sono sottoposti, ma possiamo giudicare come mediamente soddisfacente la situazione anche grazie ad un lavoro di pavimentazione di qualche anno fa che ha permesso di rendere l’area pedonale percorribile anche a chi è in sedia a rotelle. Nell’immediato anello circostante invece vi sono ancora diversi accessi ai marciapiedi con pendenze pericolose, inclinazioni trasversali elevate ed ingressi impraticabili. Il Comune di Trento ha sempre coinvolto le associazioni su questo tema, informandole sui lavori in previsione e cercando di modificare quanto possibile.

Quali prospettive si possono immaginare nel rendere le città e i centri abitati dei luoghi senza barriere fisiche e soprattutto culturali?

In HandiCREA non abbiamo sfere di cristallo, siamo consapevoli che i tempi presenti e futuri non saranno facili ma anche che, rispetto a quando la Cooperativa è stata fondata, molte cose sono cambiate, anche culturalmente in meglio. Finché ne avremo la forza e la possibilità continueremo a proseguire su questa strada.

Antonio Dossi

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