Premio Melchionna: 233 volte grazie ai partecipanti della settima edizione!

C’erano più di cento persone sabato 20 maggio al Polo Vigilianum di Trento per la premiazione della settima edizione del Premio Melchionna, il concorso letterario e fotografico bandito da noi di PRODIGIO odv in memoria del fondatore della nostra associazione Giuseppe Melchionna. Rimasto tetraplegico nel 1979, appena diplomato, a causa di un incidente stradale, Pino si è speso tutta la vita per scardinare le barriere architettoniche e culturali sulla disabilità in Trentino. Fondatore della cooperativa La Ruota per il trasporto delle persone con difficoltà motorie, fu promotore dello sviluppo dell’edilizia abitativa domotica, attivista nelle scuole per la prevenzione dei rischi alcol-correlati e nel 1999 fondò il bimestrale su cui stiamo scrivendo ora per dare voce a chi non ne aveva. Dal 2016 – anno della sua scomparsa, ad oggi – hanno partecipato al concorso letterario e fotografico in sua memoria oltre mille persone e numerosi gruppi classe provenienti da tutta Italia e anche dall’estero. Solo quest’anno sono arrivati 233 racconti, poesie e fotografie di autori e autrici provenienti dalla zona del Triveneto, ma anche dalle altre regioni italiane e addirittura dalla Germania e dal Canada. 

In un mondo sempre di corsa, quest’anno Luciana Bertoldi ed io abbiamo chiesto ai partecipanti al Premio di fermarsi a riflettere sul tempo. Inoltre, abbiamo istituito una nuova categoria di concorso, ispirata al tema della pace e il riscontro è stato altissimo. Ogni racconto, poesia e fotografia ci ha mostrato una diversa sfaccettatura dell’impegno civile, restituendoci il ritratto di una società coesa, aperta al dialogo e rispettosa dei diritti delle persone, della natura, degli spazi e delle cose. Una società, questa, che Pino ha sempre lottato per costruire, portando instancabilmente la sua testimonianza nelle scuole. A questo proposito, ci ha fatto piacere leggere i componimenti delle classi, dei gruppi di ragazzi che si sono incontrati nel doposcuola per confezionare la loro opera, dei giovani che hanno aderito spontaneamente al concorso senza che gli venisse assegnato come compito e degli studenti adulti che hanno partecipato dall’Istituto Aterno-Manthonè Pescara, del ruolo centrale dell’istruzione per abbattere gli stereotipi e costruire una comunità più attenta.

A vagliare gli elaborati una meticolosa e paziente giuria composta dal direttore di Vita Trentina Diego Andreatta, dalla poetessa Nadia Martinelli, dal giornalista e cantautore Federico Oselini e dal professore di lettere Paolo Tavonatti. Alle opere più meritevoli sono andati buoni acquisto libri. I primi dieci classificati di ogni sezione sono stati premiati con l’inserimento della propria opera in un’antologia cartacea e con una stampa del vignettista Maurizio Menestrina, educatore Anffas ideatore del “pesce grazie”. Come ogni anno le opere dei poeti, fotografi e scrittori normodotati si sono mischiate e intrecciate a quelle arrivate dai laboratori sociali come Anffas Trento, Laboratorio sociale Pozza di Fassa e CS4 di Pergine Valsugana.

Il concorso è stato realizzato con il patrocinio di Regione Trentino Alto-Adige, Provincia autonoma di Trento e Comune di Trento e con il supporto di: Circoscrizione Oltrefersina-Mattarello, Casse Rurali Trentine, Giacca Costruzioni Elettriche e signor Giuseppe Degasperi. 

Ad aggiudicarsi il primo premio della sezione “poesia” con l’opera “I spins tourna a florì” (Le spine tornano a fiorire) in vernacolo ladino-fodom è stata Antonietta Crepaz di Livinallongo del Col di Lana, in provincia di Belluno. Primo premio nell’ambito racconto a Stefano Ricci, di Trento con le sue “Nozze d’oro”, la storia di un matrimonio che resiste al tempo e alla malattia.  Nella categoria fotografia premiato Florindo Rilli di Pesaro Urbino con la sua “Armonia”. Tra i giovanissimi premiati invece la classe 2E dell’Istituto comprensivo Isera-Rovereto con un racconto che parla di come il confronto intergenerazionale tra nonni e nipoti sia una preziosa lezione di vita. Nell’ambito delle scuole superiori le vincitrici sono state le future acconciatrici della 2E del CFP Opera Armida Barelli di Rovereto, che hanno spiegato come la pace tra Paesi non possa esistere se prima non impariamo a farla tra individui. Premiata con la menzione speciale “Under 30” un’altra classe dell’Opera Armida Barelli, la classe 2B Estetica con il racconto “Un abbraccio a caramella”. Al dramma degli sfollati a causa dei conflitti guarda invece la vincitrice della categoria “Talento Under 18”, la vicentina Valeria Cusinato. Tantissime le opere che hanno concorso nell’ambito della sezione “Il tempo della pace”: la menzione speciale è andata alla poetessa italo-canadese Lilla Omobono, con i suoi versi sull’Ucraina. 

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