Toschnar: una linea di abbigliamento personalizzata per chi è in carrozzina

Macchina da cucire, taglia e cuci, studio, esperienza concreta e tanto ingegno: sono questi gli
strumenti di lavoro di Gabriel e Fulvio Bortolotti, fondatori di “Toschnar”. Nati in Cile, ma residenti
da tempo in Trentino, i due sono impegnati nell’artigianato, rispettivamente all’orto tecnica di
Gardolo e in una ditta di Lavis che realizza protezioni per piste sportive. Nel tempo libero, invece,
si prendono cura di mamma Veronica, che ha visto la sua vita cambiare a causa della sclerosi
multipla. «Nel corso del tempo – spiegano i figli – abbiamo dovuto farci venire delle idee in tutti i
campi per darle una mano nel quotidiano, salvaguardando il più possibile la sua autonomia o
comunque provando ad alleggerire i compiti della signora che l’aiuta». Forti della propria
esperienza professionale artigiana, i due hanno così iniziato ad adattare gli abiti della mamma – in
particolare quelli invernali come maglioncini, felpe, pile e giacche – per permetterle di sedere
comoda e al caldo in carrozzina, senza però rinunciare al proprio stile. «Un complemento
particolarmente ostico – dice Gabriel – erano le giacche pesanti, perché di solito sono lunghe e
rigide. Di conseguenza, nel momento in cui la persona si siede in carrozzina, si raggrumano
oppure, essendo che la pancia tende a uscire un po’ di più, si fanno strette in vita e diventa difficile
allacciarle». Di qui, quindi, l’idea di rifornirsi di tessuti termici, cerniere, bottoni e provare prima ad
adattare e poi a creare da zero, nuovi capi d’abbigliamento. «In questo modo siamo riusciti a
portare la mamma a una cerimonia con la giacca del tailleur che le piaceva tanto». Un altro
esempio pratico, poi, è il sacco a pelo per le gambe modificato per poterci inserire anche la borsa
dell’acqua calda. Così facendo, i piedi delle persone in carrozzina – che spesso hanno poca
circolazione – si manterranno più caldi negli ambienti esterni e dunque si potranno fare
passeggiate più lunghe anche nei mesi freddi. O ancora, si possono creare delle muffole con la
cerniera al posto dei guanti, per facilitare la vestibilità. Ma l’ingegno dei fratelli Toschnar non si
ferma qui. «Il guardaroba estivo della mamma – spiega Gabriel – è composto perlopiù da
camicette non elastiche. Noi abbiamo applicato dei bottoni invisibili sulle spalle, per permetterle di
indossarle lateralmente. E se rinfresca a causa di un temporale, abbiamo pensato a un gilet con le
cerniere, che si infila senza alzare le braccia». Un’attenzione particolare, poi, viene riposta sul tipo
di tessuto. Il pile con cui vengono realizzati i capi invernali, infatti, è il cosiddetto «soft shell»,
ovvero un pile che nella parte interna è liscio e dunque scorre meglio, a cui a volte si aggiungono
materiali lanosi a tre strati. L’obiettivo, infatti, è dar vita a soluzioni funzionali, personalizzate e
belle esteticamente, grazie a un sapiente remix di strati, colori e materiali. Sempre facendo tesoro
dell’esperienza concreta. Toschnar è infatti il cognome di mamma Veronica e il logo dell’attività è
un’impronta stilizzata con dentro la lettera “t”, «per ricordarci che in tutto ciò che facciamo, c’è
lei, con i suoi consigli e insegnamenti». Un’altra occasione preziosa sono poi le riunioni periodiche
per le famiglie delle persone con la sclerosi multipla o il confronto con altre persone con disabilità
motoria, perché la loro esperienza diretta di cosa è comodo e cosa invece è poco pratico, è
fondamentale per migliorare.

 

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