Redazionale_3

Data: 04/06/26

Rivista: giugno 2026

Categoria:Disabilità e sensibilizzazione

Redazionale

Walter Facchinelli

Con l’arrivo dell’estate cresce il desiderio di movimento e vita sociale. Piazze, viaggi e incontri raccontano cosa significa abitare il mondo, come attraversarlo, viverlo, condividerlo. Eppure, per molte persone, questo diritto non è ancora pienamente garantito.

Non tutti hanno accesso agli spazi pubblici, ai trasporti o al turismo. Barriere fisiche, digitali e culturali continuano a limitare la partecipazione, rendendo l’esperienza quotidiana più complessa e, spesso, invisibile agli occhi di chi non la vive.

In questo numero di pro.di.gio vogliamo mostrare come accessibilità e sostenibilità non siano solo obiettivi tecnici, ma strumenti fondamentali per costruire un mondo più equo e inclusivo. Progettare città, servizi e ambienti accessibili significa riconoscere un diritto, quello di ogni persona a muoversi, scegliere, partecipare.

Abitare il mondo vuol dire anche ascoltare i territori e le persone che li vivono. Racconteremo esperienze concrete, iniziative locali e buone pratiche che dimostrano come l’inclusione possa tradursi in azioni quotidiane capaci di migliorare la qualità della vita di tutti.

Dalle esperienze di autonomia abitativa alle pratiche artistiche e sociali, dallo sport alle relazioni, fino al digitale come nuovo spazio di partecipazione, questo numero restituisce uno sguardo plurale sull’inclusione possibile.

Guardare al futuro significa immaginare case e città più accessibili, sostenibili e aperte, in cui design, innovazione e responsabilità sociale si incontrano per creare spazi realmente condivisi.

In questo percorso di crescita, anche la comunicazione evolve e si rafforza, il lavoro redazionale e digitale della rivista si arricchisce con l’ingresso di Ilaria Tonini nel ruolo di vice redattrice e nel supporto al coordinamento della comunicazione digitale, contribuendo a rendere i contenuti sempre più accessibili, chiari e vicini alle persone.

Ma significa anche avere il coraggio di denunciare ciò che ancora non funziona, anche quelle barriere, spesso invisibili, che impediscono una piena partecipazione e che richiedono uno sguardo più attento e consapevole.

Un mondo accessibile è un mondo migliore per tutti.

 

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