
UNA COPERTA COLORATA SULL’ERBA
Quando la condivisione apre nuove strade d’inclusione
Di Ambra Proto
Ci troviamo a Sant’Anna Sopramonte in provincia di Trento ed è proprio qui, in un luogo
immerso tra il verde della natura lontano dal caos cittadino, che si è svolta la terza
edizione dell’Euforia Circus Festival.
Tra bancherelle di oggetti hand made, cibi tradizionali, camper e tende colorate, molti
artisti circensi, famiglie e gruppi di amici, hanno deciso di riunirsi per trascorrere qualche
giorno in allegria, tra spettacoli, talk e musica.
All’interno dell’Euforia Circus Festival è possibile abbracciare quella sensazione di
semplicità che troppo spesso perdiamo durante le nostre giornate così caotiche; coperte
sull’erba, giocolieri e bambini che si divertono sul prato, sono solo alcuni esempi di come
un semplice evento possa rallentare il tempo e portare chi vi partecipa, in una dimensione
di pura allegria.
Il festival vede capofila la nostra associazione, che da sempre si occupa di disabilità ed
inclusione e che, anche quest’anno, ha dato il suo contributo significativo, portando
all’attenzione del pubblico un argomento molto delicato come quello della neuropatia
autonomica.
Lo fa all’interno di un talk, in un’intervista di un’ora ad Anika Schluderbacher, attrice
teatrale, regista e consulente artista altoatesina. Intervista che ho avuto la fortuna di
moderare e in cui Anika ha raccontato al pubblico la sua storia
Una storia fatta di passione ed impegno, ma anche di dolore trasformato in forza.
Anika, classe 1980 scopre il diabete a soli nove anni e da quel momento la sua vita
cambia totalmente. Negli anni la sua carriera artistica diventa sempre più ricca: si diploma
all’Accademia Antoniana di Arte Drammatica di Bologna nel 2001 e inizia a collaborare
con coach americani, portando le sue performance su vari ed importanti palchi. Intrattiene
rapporti artistici con persone di molteplici città italiane, non dimenticando mai le sue origini
e tornando a Bolzano con un bagaglio culturale e di crescita lavorativa molto ampio.
Il suo percorso, senza dubbio articolato, ha avuto molte fasi di ascolto e trasformazione,
anche a causa delle cure che ha dovuto affrontare per il diabete. Ascoltarsi e prendersi
cura della propria salute fisica e mentale, per Anika diventa un lavoro a tempo pieno;
lavoro che coniuga con quello che è il suo vero impiego da artista.
Purtroppo, la sua malattia peggiora, fino a sfociare nella neuropatia autonomica, la
conseguenza più grave del diabete, che va ad intaccare sistema nervoso.
Nel talk del pomeriggio del 21 luglio Anika ha narrato la sua storia al pubblico, il quale è
stato coinvolto nel dialogo come fosse un grande gruppo di amici che si racconta tra
paura, vissuti e speranze.
Durante l’evento le persone presenti sono state invitate a scegliere delle foto dell’artista,
precedentemente messe a disposizione da quest’ultima e nelle quali il soggetto
protagonista era proprio lei, con lo scopo di coinvolgere il pubblico e avere degli spunti per
raccontarsi in maniera ancora più intima.
La curiosità di tutte e tutti è stata davvero molta, tanto è vero che subito dopo il talk, si
sono creati momenti emotivamente molto toccanti, nei quali persone sconosciute, sono
riuscite a raccontarsi nelle loro fragilità e con le loro speranze.
Anika Schluderbacher, raccontando l’Euforia Circus Festival con i suoi occhi ha detto:
“È nato così, quasi per caso, il format di questo talk che mi ha proposto Ambra. Volevamo
fosse come una chiacchierata al bar, come gli aiuti che ci diamo tra pazienti per muoverci
tra burocrazie e passaggi di vita, tra up & down. Proprio come quando si parla di sogni e
determinazione, ma siamo sempre spaventate dai limiti, o come quando sentiamo che
questi ultimi, se condivisi, aprono nuove strade e soluzioni. Questo è quello che ho sentito
all’Euforia Circus Festival, tra camper parcheggiati, famiglie intere, gruppi di ragazzi,
palchi, acrobazie, musica, colori e drink & food.
Interrompere tutto questo di colpo per un’ora e parlare di inclusione con una
partecipazione così calorosa non era scontato. Sono infinitamente grata, perché tornando
a casa ho capito quanto siano importanti le condivisioni e che questo appuntamento è
stato solo il primo di un nuovo percorso”.