La sedia di lillà 

La sedia di lillà 

Quando il teatro diventa spazio di diritti

di Emily Orlando

“La sedia di lillà”, produzione di EstroTeatro per la regia di Mirko Corradini, inserita nella stagione teatrale trentina, continua a offrire una riflessione attuale sul tema della disabilità e della dignità della persona.

Presentato in prossimità della Giornata internazionale delle persone con disabilità, lo spettacolo conserva anche a distanza di tempo un forte valore simbolico e culturale, capace di parlare al presente.

L’iniziativa invita il pubblico a interrogarsi su ascolto, rispetto e qualità della vita, superando una visione riduttiva o emergenziale della disabilità. Il testo di Gabriele Biancardi nasce da domande essenziali: «Cosa direbbero due persone costrette alla sedia a rotelle? Come canterebbero, se ne avessero la possibilità? Cosa significa lavorare quotidianamente accanto a chi vive una disabilità grave?»

Attraverso un linguaggio che alterna ironia, delicatezza e realismo, la narrazione porta in scena le storie di Antonio (Matteo Volpotti) e Giovanna (Giovanna D’Angi), affiancati da Mariano (Martino Gonnelli), figura che restituisce la complessità quotidiana del lavoro di cura.

Di giorno i protagonisti sono costretti a una condizione di immobilità che li pone ai margini della vita attiva; nella dimensione onirica della notte, invece, ritrovano movimento, parola e musica. È in questo spazio sospeso che emergono legami, desideri e identità profonde.

Il percorso conduce a una consapevolezza condivisa: «nonostante le difficoltà, la qualità della vita resta una scelta da rivendicare e costruire insieme». La presenza di una band dal vivo contribuisce a rendere l’esperienza intensa e partecipata, affidando al teatro il compito di aprire domande più che offrire risposte.

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