TRENTO CAPITALE EUROPEA DEL VOLONTARIATO 2024

Trento Capitale europea del volontariato 2024
Un resoconto dell’anno trentino all’insegna dell’impegno e della solidarietà
Di Linda Turchetto

A partire dal 2013, il Centro Europeo per il Volontariato (CEV) di Bruxelles ogni anno assegna il
titolo di Capitale Europea del volontariato, con l’obiettivo di valorizzare le pratiche di solidarietà,
inclusione e partecipazione attiva promosse attraverso il volontariato.
Nel caso specifico di Trento, è stato riconosciuto non solo l’impegno delle numerose
associazioni di volontariato che operano nella nostra città, ma anche l’ecosistema di solidarietà
e di impegno civico che ha caratterizzato – soprattutto negli ultimi anni – la comunità trentina.
Ripercorriamo ora brevemente le tappe del percorso che hanno portato Trento in cima al podio.
Per farlo, dobbiamo tornare indietro fino al 2021, quando viene formalizzata e resa ufficiale la
candidatura.
Infatti, nemmeno il lockdown è stato in grado di fermare il volontariato. Anzi, la nostra provincia
si è reinventata di fronte alle nuove esigenze sorte durante la pandemia, dando vita alla
piattaforma Trento si aiuta, per i servizi a favore delle persone in difficoltà.
Nel 2022 sono stati presentati la candidatura e i vari programmi, concludendo l’anno con la
proclamazione di Trento Capitale Europea del Volontariato 2024!
Si è trattato di un “percorso partecipato”, che ha previsto diversi incontri di gruppo e laboratori,
volti all’elaborazione di un impianto strategico quinquennale incentrato sul dialogo e sulla
collaborazione tra enti di volontariato e pubblica amministrazione.
Questo lavoro ha portato alla definizione di una serie di obiettivi che possiamo riassumere nei
seguenti punti:

● Il raggiungimento di una cittadinanza attiva e consapevole
● La creazione di una comunità più equa e sostenibile
● La creazione di opportunità di crescita personale e collettiva
● La co-costruzione di politiche pubbliche che rispettino i valori della democrazia e della
partecipazione.

Tra le varie iniziative proposte per celebrare il titolo di Trento Capitale europea del volontariato
2024, la città ha ospitato una serie di eventi, conferenze, workshop, progetti e attività con

l’intenzione di mettere in luce il ruolo cruciale del volontariato in diversi ambiti: dall’assistenza
sociale alla protezione dell’ambiente, dalla promozione della cultura alla difesa dei diritti umani.
In questo modo, oltre ad essere stato celebrato, il volontariato è stato valorizzato come vero e
proprio strumento di trasformazione sociale e motore di cambiamento.
L’iniziativa ha anche posizionato Trento come una meta ambita per il turismo sociale e solidale.
Persone provenienti da altre città hanno deciso di passare per di qua anche per partecipare a
progetti di volontariato o per scoprire come la città lo promuova e lo sostenga.
Tra queste persone anche Sergiu-Antonio Ursa, un giovane volontario viaggiatore con in tasca
un sogno: creare un festival di volontariato in Romania!

Qui il messaggio che Ursa ha voluto lasciare a pro.di.gio dopo il suo viaggio a Trento.

Un viaggio di volontariato che dura tutta la vita

Tutto è iniziato nel 2020. Quattro anni dopo finalmente la partenza.
Mentre facevo volontariato per il Centro nazionale rumeno per le risorse sul volontariato (Pro
Vobis), ho scoperto che esisteva una “cosa” come la Capitale Europea del Volontariato. Questo
ha alimentato in me un vecchio sogno: creare un festival del volontariato (ho persino inventato
un nome: FestiVol) nella mia città di studio, Cluj-Napoca, Romania. Questo ha rafforzato la mia
curiosità di venire a Trento per comprendere cosa rende una città “la migliore” per il
volontariato.
Sebbene la mia città in Romania sia un rifugio sicuro per gli emarginati sociali: persone (troppo)
intelligenti, attivisti, giovani prodigi, LGBTQIA+, immigrati ecc., condivide ancora parte della
cultura nazionale che, detto in modo pacato, non consiglia il volontariato. Nel mio paese, l'atto
di aiutare è compreso nel sistema in maniera complessa e talvolta troppo burocratica; è fatto
anche più o meno dalle stesse persone, e per lo più troppo giovani. Oltre a questo, viene fatto
ancora principalmente nelle metropoli, il che significa che i villaggi e le città circostanti ricevono
solo il minimo supporto e attività.
Durante un viaggio di ricerca che comprendeva la totalità della nostra contea (provincia), la
nostra missione è stata quella di scoprire, comprendere e unire le ONG, le associazioni, i gruppi

informali, le scuole, le organizzazioni giovanili e familiari, i partiti politici, i gruppi religiosi e tutti
gli altri casi in cui sono impiegati volontari o assistenti sociali, fornendoci uno spazio per
discutere, crescere insieme e mettere in mostra il nostro desiderio di aiutare.
Stiamo lavorando affinché i giovani (14-35) della città abbiano la loro piattaforma digitale, dove
possono facilmente fare volontariato, fare tirocini e lavorare per il bene comune; e alla fine del
percorso ricevere un diploma personalizzato che certifichi che sono effettivamente qualificati per
essere i leader di oggi e di domani.
Tutto è iniziato nel 2020. Quattro anni dopo, è più vicino che mai a diventare realtà.

P.s. Grazie di cuore a tutte le organizzazioni di Trento che hanno reso fantastico il mio viaggio
in Italia!

Sergiu-Antonio Ursa

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