Una giornata di fede e riflessione nel carcere di Trento

Una giornata di fede e riflessione nel carcere di Trento

Giubileo dei detenuti a Spini di Gardolo

Barbara Angeli

Domenica 14 dicembre 2025, a Spini di Gardolo, presso la Casa circondariale di Trento, si è svolto il Giubileo dei detenuti, un momento di profonda riflessione spirituale e civile dedicato ai temi della dignità della persona, della speranza e del reinserimento. L’iniziativa ha coinvolto detenuti, operatori penitenziari, volontari e rappresentanti delle istituzioni, sottolineando il valore del dialogo tra carcere e comunità esterna.

La giornata si è aperta al mattino con la celebrazione eucaristica all’interno dell’istituto, presieduta dall’arcivescovo di Trento, monsignor Lauro Tisi. Alla messa hanno preso parte numerose autorità civili e istituzionali, tra cui il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, e la direttrice della Casa circondariale, Anna Rita Nuzzaci, insieme a rappresentanti dell’Amministrazione penitenziaria e del mondo del volontariato.

Nel corso dell’omelia, il vescovo si è rivolto direttamente ai detenuti con parole di forte intensità e vicinanza umana: «Voi non siete un errore, siete un’umanità bellissima. Potete aver sbagliato, ma questo non fa di voi un errore. Questo è un luogo di grande sofferenza: che queste mie parole siano un monito a non perdere mai la speranza». Un messaggio che richiama il valore della persona al di là delle colpe, inserendosi pienamente nel significato del cammino giubilare.

Nel pomeriggio l’iniziativa è proseguita con una marcia simbolica attorno alle mura della Casa circondariale di Spini di Gardolo. Il percorso, aperto alla cittadinanza, ha rappresentato un gesto concreto di vicinanza ai detenuti e un richiamo alla responsabilità collettiva nei confronti del sistema penitenziario.

Il Giubileo dei detenuti si è così configurato come un’occasione significativa di incontro tra istituzioni, Chiesa e società civile, ribadendo l’importanza di percorsi di umanizzazione della pena e di attenzione alle persone ristrette. Una giornata che ha unito preghiera e impegno civile, lasciando un messaggio di speranza capace di andare oltre le mura del carcere.

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