Redazionale

Data: 13/04/26

Rivista: aprile 2026

Categoria:Disabilità e sensibilizzazione

Walter Facchinelli 

Direttore responsabile pro.di.gio.

Questo è il secondo numero di pro.di.gio. sotto la mia direzione e rappresenta un momento di continuità e crescita. Dopo il primo passo, oggi il cammino si fa più consapevole: le idee si intrecciano, le storie si moltiplicano, la visione prende forma grazie alle persone che scelgono di farne parte. È con questo spirito che diamo il benvenuto, dopo Emily Orlando, Alessandro Giacomini e Valentina Ceccarelli, a Marta Sala e Maurizio Corradini, nuove voci che arricchiscono il progetto con competenze, sguardi e sensibilità diverse. Pro.di.gio. è questo, è uno spazio che cresce attraverso l’incontro tra esperienze, generazioni e punti di vista che rendono il racconto della realtà più ricco e più autentico.

Il filo che attraversa questo numero è racchiuso nel suo titolo “Oltre ogni barriera”. Non perché le storie che raccontiamo siano straordinarie nel senso spettacolare del termine, ma perché mostrano ciò che accade quando le persone incontrano opportunità, diritti e comunità capaci di sostenerle. Sono storie che ispirano perché attraversano le barriere, le mettono in discussione, le rendono visibili. 

Le barriere esistono. Sono fisiche, culturali, sociali. A volte visibili, altre volte nascoste dentro abitudini e pregiudizi, ma sempre capaci di influenzare il cammino delle persone. Superarle richiede determinazione, ma anche contesti che rendano possibile farlo. È in questo spazio che prende forma la resilienza, non come gesto straordinario o eroico, ma come pratica quotidiana fatta di tentativi, cadute e ripartenze. 

Le pagine di questo numero raccontano proprio questo intreccio tra percorsi personali e possibilità condivise. Nella vita quotidiana, nello sport e nelle storie degli atleti paralimpici come Orietta Bertò e David Lombardi, che nello sport hanno trovato la forza di rimettersi in gioco e costruire nuovi traguardi. Lo vediamo nelle parole di Dana Topliceanu, nei progetti delle associazioni del territorio che ogni giorno lavorano per rendere lo sport più accessibile e inclusivo.

Nello sport, la resilienza si allena. Ogni gesto ripetuto, ogni equilibrio ritrovato racconta un percorso che va oltre il risultato finale. I Giochi Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026 fanno da cornice a questi racconti e ricordano una cosa fondamentale: lo sport inclusivo non è un’eccezione da celebrare, ma un diritto da garantire. Il diritto allo sport, alla cultura, alla salute e alla partecipazione è ciò che permette alle storie di emergere, di non restare isolate, di diventare patrimonio collettivo. È ciò che le trasforma da esperienza individuale in un messaggio condiviso.

Le medaglie e le competizioni, ci dimostrano che sport non è un principio astratto. È accessibilità, allenatori, strutture, investimenti e comunità e diventa esperienza concreta, amicizie, fiducia ritrovata e libertà. 

Questo numero di pro.di.gio. è un invito a guardare oltre ogni barriera, senza retorica. Le storie che raccontiamo non sono “nonostante” la disabilità, ma attraverso la disabilità. Non chiedono ammirazione, ma ascolto. Non parlano di eccezioni, ma di possibilità concrete.

Perché quando una barriera cade, non cambia solo il percorso di chi la attraversa. Cambia lo spazio che condividiamo tutti.

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