
27 anni di Prodigio Parte I – Le radici e la crescita
di Carlo Nichelatti e Luciana Bertoldi
Iniziamo in questo numero il racconto dei 27 anni di Prodigio, un percorso nato dal bisogno di dare voce ai diritti e diventato nel tempo un punto di riferimento culturale e sociale per il territorio. Ripercorriamo le origini e le prime fasi di crescita dell’associazione; nei prossimi numeri racconteremo l’evoluzione progettuale, l’innovazione culturale e il ruolo della comunità.
Prodigio nasce nel 1999 attorno a un’idea semplice e rivoluzionaria: dare voce a chi non l’aveva. Il fondatore Giuseppe Melchionna, figura carismatica e instancabile difensore dei diritti delle persone con disabilità, immagina un giornale capace di raccontare la realtà senza filtri, denunciare barriere e ingiustizie e costruire cultura e consapevolezza. Insieme a lui gli amici e co-fondatori Carlo Nichelatti, Ivo Casagrande, Lorenzo Soardo, Roberto Melchionna e Luciana Bertoldi contribuiscono a dare vita all’associazione.
Negli anni successivi l’impegno si allarga e si struttura. Non più soltanto informazione, ma interventi concreti nella comunità.
Accanto al giornale prendono forma progetti educativi nelle scuole, percorsi di sensibilizzazione pubblica, iniziative culturali e artistiche, attività di supporto alle famiglie e campagne sui diritti e sull’accessibilità.
La voce diventa progetto e il progetto diventa rete.
Prodigio inizia a dialogare con istituzioni, cooperative e associazioni, diventando un interlocutore credibile e ascoltato.
Sono anni di consolidamento, sperimentazione e costruzione di un’identità forte e riconoscibile.
Nel prossimo numero racconteremo il passaggio generazionale, il riconoscimento istituzionale e la maturità progettuale dell’associazione, con uno sguardo alle iniziative culturali che hanno ampliato la partecipazione della comunità.