Non mi perdo

Data: 04/06/26

Rivista: giugno 2026

Categoria:Contesti e relazioni,Interviste

Non mi perdo

Sopravvivere in natura e all’adolescenza

Lorenzo Pupi

Il progetto “Non mi perdo” è un progetto promosso dalla Cooperativa Archè Scs e coinvolge due gruppi di sei/otto giovani con fragilità delle Scuole Secondarie di Primo Grado di Pergine 1 e Strigno e Tesino. L’idea è semplice e consiste nel far conoscere ai giovani coinvolti il loro territorio, l’ambiente naturale in cui vivono, e fornire loro le competenze per godere in maniera positiva della natura e prendersene cura. La cultura dell’outdoor è infatti meno presente in quelle situazioni di fragilità in cui le famiglie di appartenenza sono le prime a non conoscere ciò che le circonda, a non avere l’abitudine a passare il tempo libero all’aperto e in esplorazione della natura.

La realizzazione del progetto vede la collaborazione di un’equipe multidisciplinare dove, oltre alle competenze educative e di coordinamento di Archè e la collaborazione con i docenti scolastici, è inserita una Accompagnatrice di Media Montagna, che si occupa di gestione del rischio, coordinamento delle attività escursionistiche e approfondimento degli aspetti naturalistici del territorio, permettendo al gruppo di svolgere le attività con maggiore consapevolezza.
A supportare l’equipe nella comunicazione e nella logistica si è scelta come partner Prodigio ODV, specializzata nella narrazione del terzo settore, e che ha messo a disposizione il suo pulmino accessibile per raggiungere in comodità e sicurezza i vari punti di partenza dei percorsi che si svolgeranno poi a piedi.

Chiara Ioriatti – La guida

Ma ora passiamo a chi permette di rendere reale questa esperienza e partiamo da Chiara Ioriatti, Guida di Media Montagna che ho il piacere di conoscere durante una breve escursione con i ragazzi nei boschi tra San Vito e Bosentino alle pendici della Marzola.

Ciao, piacere di conoscerti, hai voglia di presentarti e raccontarci il tuo ruolo in questo progetto?
Io mi chiamo Chiara Ioriatti, sono un’accompagnatrice di media montagna, che è quella figura che in Trentino si occupa di organizzare, accompagnare trekking, escursioni. Mi piace molto lavorare con i giovani con le scuole che rappresentano un target un po’ diverso dalla mia clientela tipica. Per questo motivo credo molto in questo progetto che ci ha dato l’opportunità di organizzare diverse escursioni lavorando con due scuole medie. L’idea di base è andare una volta al mese in natura, accompagnando un gruppo di ragazzi selezionati dalla scuola in un percorso di scoperta, del territorio. Lo scopo primario è quello di mettere i giovani un po’ alla prova, quindi uscire un po’ dall’ordinario, dalla scuola, cercando di costruire un gruppo eterogeneo, stando insieme e abituandosi anche a non andare nei soliti luoghi. Abbiamo notato che in particolare in alcune zone del Trentino c’è la tendenza da parte dei giovani e delle loro famiglie, di andare ai centri commerciali o chiudersi in casa, stare davanti ad uno schermo. L’obiettivo in fondo è quello di cercare di incentivare non solo la conoscenza del territorio, ma anche proprio di usare queste esperienze per divertirsi, per fare sport e stare fuori insieme.
Ogni volta affrontiamo tanti temi interessanti come la cartografia, la lettura dei sentieri, l’alimentazione, l’abbigliamento adatto, come fare uno zaino e tanto altro, ma il filo conduttore è stare bene fuori e imparare un po’ di regole di convivenza nonché di rispetto ed educazione ambientale.

Perfetto, grazie mille, Chiara e complimenti per il tuo impegno e passione che credo saranno un dono prezioso fatto queste ragazze e ragazzi. Ora però passiamo alle voci dei protagonisti di questo progetto e sentiamo cosa ne pensano.

Le voci dei ragazzi

Brian, 11 anni 

Ciao, raccontami in due parole questo progetto, cosa fate?

«Ciao, io sono Brian, ho 11 anni e vado alle scuole Ciro Andreatta e questo progetto a me piace perché facciamo attività molto belle, come escursioni in giro per il territorio accompagnati da degli istruttori».

E cosa avete scoperto del territorio che ti è piaciuto di più?

«Abbiamo scoperto che molte volte sembra che c’è solo montagna e boschi ma invece ci sono anche tanti paesi e parchi».

Ok, avete scoperto anche qualche nuova cosa?

«Sì, ad esempio come riconoscere gli escrementi di un animale come quelli del lupo e cercare di capire che cosa aveva mangiato».

Yusef, 12 anni

Ciao e tu cosa ci racconti?

«Ciao, io sono Yusef, ho 12 anni frequento anche io le Ciro Andreatta, questo progetto mi piace molto perché è divertente esplorare il territorio arrivare ai paesi e salire sulle montagne».

E la gita più bella che hai fatto?

«La gita più bella che ho fatto è stata ad Alberé di Tenna, anche se era una giornata di pioggia ho visto un posto che non conoscevo e abbiamo scherzato e giocati insieme. Vi consiglio di entrare in questo progetto!»

Samuel
Ciao Samuel e tu cosa ci racconti?

Io mi chiamo Samuel, frequento le Ciro Andreatta di Pergine e oggi durante la gita ho svolto il ruolo di “orologiaio”.

Spiegaci in cosa consiste?

Appena arrivi a 1 km bisogna fermarsi e insieme a Chiara e il gruppo controllare quanto dislivello abbiamo fatto, poi misuriamo il battito cardiaco e il tempo impiegato. Non lo avevo mai provato prima ed è molto divertente!

Cosa mi dici di questo progetto? Ti piace?

«Sì, mi piace, soprattutto quando ho questo ruolo e mi piace camminare».

Aurelio, 11 anni

Ciao, vuoi raccontarmi anche tu qualcosa di te e del progetto?

«Piacere, mi chiamo Aurelio, ho 11 anni frequento la scuola Ciro Andreatta. La cosa più bella che ho vissuto in questo progetto è andare in montagna. E la cosa che mi è piaciuta di meno sono i miei compagni, “ahahah”, scherzo!

E agli accompagnatori come sono? Sono bravi?

«Sì, sì. Mi fanno scoprire qualcosa di nuovo ogni volta. La “cacca di lupo”, è la cosa che mi è rimasta più impressa e anche il fungo del legno a “mensola”. Ha un capello molto grande che si attacca la tronco dell’albero, non si può mangiare ma può essere usato come “miccia” per accendere un fuoco da campo».

Pietro
Ed eccoci all’ultimo ragazzo del gruppo, ciao come ti chiami?

«Ciao. Io mi chiamo Pietro, frequento le Ciro Andreatta e vengo da Brasile, mi piace molto questo progetto perché scopriamo sempre cose nuove e camminiamo insieme».

La conclusione della gita

Terminiamo la gita tornando al punto di partenza dove ci aspetta il pulmino per tornare a scuola. Una bella tazza di thè insieme e qualche biscotto ci servono per concludere l’esperienza facendo anche una riflessione sulle cose che abbiamo visto, imparato e trovato, come una vecchia batteria abbandonata vicino ad una baracca antica in pietra immersa nel bosco, un modo per ricordarci la fragilità dei nostri ecosistemi e renderci utili nel lasciare i posti più puliti di come li abbiamo trovati.

 

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