Tu che non arrivi mai

Data: 04/06/26

Rivista: giugno 2026

Categoria:Poesia

Francesca Fattinger

Tu che non arrivi mai

 

Un binario

sempre lo stesso

il mondo che spinge e scalcia

ignaro del mio aspettare

Tu che non arrivi mai

 

Ogni volta che parto

mi sembra di fare un torto

al mio amore per te

di sbagliare

 

Tu che non arrivi mai

 

La musica mi invade 

occupa ogni spazio vuoto

ogni angolo di me

cuore che sa solo martellare

 

Tu che non arrivi mai

 

Un passo e sono già andata via

da tutto da me 

dal fantasma di te

 

Tu che non arrivi mai.

 

DOPO LA POESIA

La poesia disegna un paesaggio immobile, attraversato da un’attesa che non ha coordinate. Il binario è un filo teso tra ciò che potrebbe accadere e ciò che non accade mai, mentre il mondo scorre ai margini, inconsapevole. La figura evocata diventa eco, ritmo, quasi un’abitudine del cuore più che una realtà. Ogni partenza somiglia a uno scarto minimo, un movimento che non libera ma sposta soltanto il punto dell’assenza. La musica riempie gli interstizi, come se il silenzio avesse bisogno di essere abitato. E nel finale, ciò che resta non è tanto una mancanza, quanto una traccia: un’ombra sottile che accompagna, trasformando l’assenza in una forma di presenza.

 

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