
Il peso di uno sguardo. Bullismo, fragilità e inclusione attraverso la storia di Wonder
Emily Orlando
C’è un momento nella vita di ciascuno, in cui lo sguardo degli altri pesa più del proprio. È da qui che
possiamo iniziare a parlare di bullismo: da uno sguardo che giudica, che etichetta, che allontana. Nel libro Wonder di R.J. Palacio, il protagonista August Pullman convive con una rara malformazione facciale che lo ha costretto a numerosi interventi chirurgici e a una vita protetta, lontana dagli sguardi degli altri.
Quando, per la prima volta, entra in una scuola “normale”, si trova ad affrontare il giudizio diretto dei coetanei.
La storia segue Auggie nel suo difficile percorso di integrazione: tra compagni che lo evitano, sussurri alle sue spalle e atti di bullismo più o meno espliciti, ma anche incontri sinceri e gesti di amicizia che lentamente aprono uno spiraglio. Attraverso diversi punti di vista, il suo, ma anche quello di chi gli sta intorno, il romanzo mostra quanto la diversità venga percepita e vissuta in modi differenti, mettendo in luce paure, insicurezze e possibilità di crescita.
La scuola diventa così il teatro in cui si manifesta una dinamica tanto antica quanto attuale: chi non rientra nei canoni viene escluso, deriso, temuto. Non importa che si tratti di una malformazione fisica o di una fragilità invisibile, come un disturbo cognitivo o emotivo. Il meccanismo è lo stesso: si crea distanza per proteggersi da ciò che non si comprende.
Eppure, Wonder ci invita a cambiare prospettiva. Attraverso gli occhi di Auggie, scopriamo che dietro
ogni volto c’è una storia, dietro ogni silenzio una battaglia. Il punto non è la diversità in sé, ma lo sguardo con cui la osserviamo.
Forse il vero interrogativo non riguarda chi è “diverso”, ma chi decide cosa sia la normalità. Siamo pronti a mettere in discussione i nostri pregiudizi? A insegnare, soprattutto ai più giovani, che la gentilezza è una scelta quotidiana?
Perché, in fondo, la vera disabilità non è ciò che si vede, ma l’incapacità di riconoscere l’umanità
nell’altro. È nello sguardo che esclude, nella paura che divide, nel silenzio che accompagna l’ingiustizia.
Accogliere la fragilità significa accettare che la diversità non è un’eccezione, ma la condizione stessa
dell’essere umani. E forse è proprio lì, in quella vulnerabilità condivisa, che può nascere una forma più autentica di incontro.
R.J. Palacio pseudonimo di Raquel Jaramillo Palacio
Wonder
Traduzione di Alessandra Orcese
Categoria: Narrativa per ragazzi
Giunti Editore Spa
Pagine: 394
Prezzo: 9,90 euro
Prima edizione italiana: maggio 2013
Prima edizione tascabile: maggio 2021