AIPD: PER UN FUTURO COSTRUITO INSIEME

AIPD: per un futuro costruito insieme
A cura di redazione

Nata oltre vent’anni fa dalla tenacia di genitori desiderosi di offrire un futuro indipendente e
dignitoso ai propri figli, l’associazione AIPD (Associazione Italiana con Sindrome di Down) è
diventata nel tempo un punto di riferimento fondamentale per chiunque consideri la disabilità come
un arricchimento e un potenziale nella società. Ancora oggi l’associazione affronta con
determinazione le sfide legate alla sensibilizzazione e all’inclusione, mirando a un futuro in cui le
persone con sindrome di Down possano pienamente realizzarsi in ogni ambito della vita. A
raccontarci prospettive e sfide per il futuro i membri del Coordinamento AIPD del Trentino.

Qual è stata l’idea o la necessità iniziale che ha fatto sì che nascesse
l’Associazione?
L’associazione si è costituita più di 20 anni fa da un gruppo
pioneristico di genitori che cercavano per i loro figli con Sindrome di
Down percorsi educativi, e dedicati allo sviluppo delle autonomie, che
fossero specifici per la Trisomia 21. Sul territorio c’erano, e ci sono,
validissime realtà ma nessuna come AIPD si fa carico della Persona con
sindrome di Down e delle sue specifiche necessità.
Sul vostro sito c’è una sezione dedicata ai luoghi comuni da sfatare.
Sì, ma in realtà nel nostro sito www.aipdtrentino.it  tutte le pagine
sono dedicate a sfatare i luoghi comuni più diffusi : le persone con
trisomia 21 non restano sempre eterni bambini…anzi seguono le tappe
dello sviluppo in modo analogo attraversando l’adolescenza e i suoi
turbamenti, la gioventù con la voglia di socializzazione e
autodeterminazione, l’età adulta con il desiderio di vita indipendente,
occupazione, affetti di coppia.

A tal proposito, quali sono stati i cambiamenti nel tempo nella
percezione sociale delle persone con sindrome di Down?
I cambiamenti nella società sono lenti ma inevitabili ormai, lo si vede
nell’uso delle parole: non più “ragazzo down” ma ragazzo con la sindrome
di down o ancora meglio con Trisomia21, Persone prima di ogni altra
etichetta, sempre più viste come capaci di autonomia decisionale e
protagonisti della loro vita grazie al lavoro delle associazioni e delle
famiglie che supportano azioni nei confronti della scuola, del mondo del
lavoro e oltre, guardando in questi anni al tema del “dopo di noi”. Il
progetto di vita sarà uno strumento che potrà sancire il diritto a questa
libertà di pensiero alla quale hanno diritto: ad ottobre AIPD del
Trentino organizzerà un convegno e non a caso il titolo sarà “IO SCELGO”.
Quali sono le sfide più importanti che ha affrontato l’Associazione? E
qual è, secondo voi, l’ingrediente più importante per una
sensibilizzazione efficace?
La sfida che da 20 anni ci guida è quella di mettere sempre in primo
piano la Persona nelle sue caratteristiche individuali uniche e
irripetibili (altro luogo comune sfatato: no, le persone con Trisomia 21
non sono tutte uguali!) e soprattutto far sì che anche la società si apra
a questo: il diritto a pari opportunità di convivenza nel rispetto

reciproco. L’ingrediente più efficace? La fiducia. Noi abbiamo scelto un
anno fa di eleggere nel nostro consiglio di amministrazione un giovane
con Sindrome di Down, il primo in Italia, il risultato è stato un suo
apporto costruttivo, stimolante ed estremamente formativo anche per gli
altri consiglieri. Ad oggi la sua presenza è indispensabile. Questo
esempio per dirvi che la società si sensibilizza quando vede, sperimenta,
incontra la persona con trisomia 21 a scuola, sul lavoro, nella vita
quotidiana.

A livello territoriale, quali sono state le conquiste più significative?
E quanto influiscono i cambiamenti sociali sulla percezione comune della
sindrome di Down?
Negli anni il nostro lavoro e la nostra idea di futuro sono stati più
volte premiati nelle partecipazioni ai bandi , nelle cooperazioni con le
scuole, nel successo degli inserimenti lavorativi e questo ci fa capire
che la strada è quella giusta: favorire condizioni ed opportunità di
convivenza sociale da una parte e supportare le persone con trisomia 21
nel loro percorso di sviluppo e di riconoscimento del proprio potenziale,
solo così  si creerà l'”incastro” perfetto dove l’una non può essere
senza l’altra.

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