Donne e disabilità: quando la discriminazione si moltiplica

Donne e disabilità: quando la discriminazione si moltiplica
Di Paolo Fisichella

L’intrecciarsi della variabile della disabilità con quella del genere provoca un effetto domino
nelle disuguaglianze. A subirne le conseguenze le donne con disabilità, più svantaggiate
in relazione alle altre donne, ed anche rispetto agli uomini disabili.

Un nodo a due voci. Questo è quello che caratterizza ancora oggi nella nostra società la
condizione delle donne con disabilità, poste in ombra da una forma di discriminazione a
due teste in cui pregiudizi, stereotipi e carenza dell’attuazione di diritti si intrecciano tra
loro. Come risaputo infatti l’essere oggi donna in Italia non è facile. A darne un indice piuttosto
chiaro l’ultimo rapporto sul divario di genere a livello globale della World Economic Forum 1 ,
in cui il lo “stivale” occupa l’87esimo posto su una lista di 146 paesi analizzati. Un
quadro allarmante che traccia un paese in caduta libera sul tema da diversi anni e con
concrete difficoltà nell’attuazione di misure concrete per rendere effettivi i diritti già
esistenti sulla carta (l’ormai noto gap tra diritti formali e sostanziali, un mantra purtroppo
non solo italiano). A parlare questa difficoltà in primis il mercato del lavoro che solo nel
2020 vedeva le donne italiane come penultime in Europa in termini di partecipazione
femminile, poco più di una donna su due in età lavorativa.

Le cose non miglioravano di molto nel momento in cui le donne nel mercato decidevano di restare tra difficoltà ad
arrivare a posizioni di rilievo (nel 2020 solo il 28% di posizioni dirigenziali ricoperto da donne o il divario nella distribuzione del lavoro familiare tra uomini e donne (dai dati Istat il 21,7% della giornata media delle donne e il 7,6 degli uomini). Ad esporre l’esistenza di profili critici in questo senso anche Il Servizio Studi del Dipartimento Lavoro della Camera dei deputati che ha sottolineato come nel contesto europeo, il tasso di occupazione risulta essere secondo i dati del 2022: «quello più basso tra gli Stati dell’Unione europea, essendo di circa 14 punti percentuali al di sotto della media UE».  A questo si deve aggiungere il quadro allarmante della violenza sui social nei confronti delle donne, i cui dati non sarebbero in grado di tenere ragione, e ovviamente l’ancora più triste fenomeno della violenza fisica o sessuale, cui secondo l’ultimo aggiornamento Istat avrebbe colpito Il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila).

Molti di questi dati sono stati raccolti in maniera magistrale dal Report «La
multi-discriminazione delle donne con disabilità» della Federazione Italiana per il
Superamento dell’Handicap (Fish) per il semplice motivo che: «Tutti questi svantaggi e
minori opportunità ovviamente colpiscono anche le donne con disabilità, in misura
maggiore rispetto altre donne

A parlare ancora una volta i dati a partire dalla violenza
secondo cui, sempre secondo già citati dati Istat, è stato oggetto di prevaricazioni fisiche o
sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi,
ed anche che per queste ultime il rischio di incorrere in tentati stupri o stupri è addirittura il
doppio, il 10% contro il 4,7% delle donne in salute o senza handicap. Questo, per quanto
grave, non è che uno dei tanti aspetti della discriminazione che colpisce le donne disabili.

Ad aggiungersi infatti la carenza nelle possibilità di formazione professionale e la
mancanza di pari condizioni di reclutamento, selezione e carriera. Prendendo solo il lavoro
attualmente gli studi disponibili inerenti alla disabilità in generale tracciano di per sé già
un’occupazione del solo 35,8% di persone con limitazioni funzionali, comunque, abili al
lavoro (contro il 57,8% di persone senza limitazioni) e tra queste, specie tra gli under 40,
c’è una forte incidenza del part-time (in grado di rispondere sì alle esigenze di cura ma
non sempre così desiderato). Della percentuale restante (il 64,2% di persone con
disabilità) solamente il 20,7% è in cerca di un impiego, mentre il restante 43,5% risulta
inattivo (contro il 27,5 delle persone senza handicap). La componente femminile ad ogni
modo è infine sempre la più penalizzata: solo il 29,4% delle donne con disabilità lavora
(contro il 43,3% degli uomini con disabilità) e solo il 16,6% di queste (contro il
25,1%) cerca un impiego e addirittura il 53,9% (contro il 31,6%) si colloca nell’inattività 8 .
Ad aggiungersi infine a tutto questo il macro-tema della mancanza della possibilità di
protagonismo nelle donne con disabilità, inteso come la chance da parte di esse di aderire
ad un’identità femminile costruita autonomamente, fatta non solo di salute, studio o lavoro,
ma anche di amore, amicizia e sessualità.

La multi-discriminazione delle donne con disabilità insomma deve essere oggi un tema
nevralgico all’interno delle misure legislative per garantire il pieno godimento di tutti i loro
diritti. Qualche passo è già stato fatto come nel 2016 quando il Comitato ONU sui diritti
delle persone con disabilità ha raccomandato che «la prospettiva di genere sia integrata
nelle politiche per la disabilità e che la condizione di disabilità sia integrata nelle politiche
di genere, entrambe in stretta consultazione con le donne e le ragazze con disabilità e con
le loro organizzazioni rappresentative». Come sempre nella pratica però ancora molto è
da fare sempre e comunque a partire da chi queste discriminazioni le subisce. Come ha
ricordato Ana Peláez Narváez, vicepresidente del Forum Europeo sulla Disabilità: «Nulla
sulle donne con disabilità senza le donne con disabilità».

 

Note e riferimenti: 
1 World Economic Forum, Global Gender Gap Report 2024, Ginevra, 2024.
2 Organisation for Economic Co-operation and Development, LFS by sex and age – indicators, 2020.
3 Carter & Benson, Gender Gap: a che punto siamo sulla strada per la parità (aziendale) di genere, 22
gennaio 2020.
4 Istat, I tempi della vita quotidiana – anno 2014, 23 novembre 2016.
5 Servizio Studi Camera dei deputati, L’occupazione femminile, 4 dicembre 2023.
6 Istat, La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia – anno 2014, 5 giugno 2015
7 Fish, La multidiscriminazone delle donne con disabilità, 2020

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