In Turchia le winter deaflympics

Non solo paralimpiadi. Quest’anno dal 2 al 12 marzo si sono svolte a Erzurum, in Turchia,
le Winter Deaflympics, ossia l’edizione invernale dei giochi olimpici silenziosi. Organizzata
dal Comitato Internazionale degli sport per sordi con cadenza biennale (ogni quattro anni
l’edizione estiva e quella invernale sfasate di due anni) la manifestazione multisportiva
raccoglie attorno a sé, fin dalla prima edizione di Parigi del 1924 (antecedente alle
paralimpiadi!), una grande di comunità di atleti sordi da tutto il mondo che quest’anno
hanno disputato gare nello sci alpino, nello snowboard, sci di fondo, hockey su ghiaccio,
curling e Futsal. A gareggiare per quest’edizione nel paese della mezzaluna ben 598 atleti
in rappresentanza di 34 paesi tra cui l’Italia che, tra le delegazioni più nutrite con ben 42
atleti, ha ottenuto un bottino straordinario con ben un oro, tre argenti e due bronzi.
A distinguersi tra tutti vincendo ben tre medaglie (oro nello sci alpino slalom gigante,
argento nello sci alpino slalom parallelo e bronzo nello slalom parallelo speciale) Luca
Loranzi, atleta sedicenne della Val Rendena. Le emozioni più forte vissute proprio con la
“gigante” in cui Loranzi ha chiuso in 1’59”88, 11 centesimi meglio del giapponese Murata e
87 centesimi davanti all’austriaco Lebelhuber. “Emozioni fortissime, indescrivibili, è la
prima volta che partecipo ai Deaflympics e per me essere a questo evento è già un onore
– ha dichiarato l’atleta a SuperAbile -. Ero sicuro che avrei trovato il livello dei miei
avversari molto alto e così è stato. Speriamo di andare avanti così anche per il futuro”.
Resta però una cosa da dire sulle Deaflympics. La particolarità di questi giochi infatti
consiste in un’attenzione straordinaria agli aspetti visivi e all’abbattimento di ogni tipo di
ostacolo comunicativo, che ne fanno una tra le competizioni multisportive più inclusive al
mondo. I sordi e gli ipoudenti non sono mai stati ammessi ai Giochi paralimpici soltanto
perché questa disabilità è difficile da integrare nelle competizioni paralimpiche generiche
che considerano la sordità un ostacolo minore alla pratica sportiva professionale. Tuttavia,
a differenza delle paralimpiadi, le Deaflympics godono ancora di una risonanza
bassissima, per di più portata avanti da enti locali o riviste di settore. La domanda, quindi,
viene spontanea: perché non darle il giusto e meritato risalto? Speriamo che di più venga
fatto nel 2025 per il prossimo appuntamento a Tokyo!

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