Go-on: insieme per vincere l’isolamento giovanile: intervista a Martina Jacob

Viene dall’Alto Adige un progetto innovativo contro la solitudine giovanile (e non solo), pensato per creare una rete di sostegno e di recupero della propria qualità di vita. A parlarne con noi l’ideatrice Martina Jacob.

 

Go.on. Un progetto sul tema importante e delicato della solitudine giovanile. Di cosa si tratta? 

Go.on è una proposta di autoriflessione sulla propria indole di vita, un invito a migliorarla positivamente e a condividerla con chi si sente a sua volta abbandonato dalla fortuna e dalla gioia di vivere, in preda alle sfide della propria vita. Il progetto attualmente è rivolto a tutti gli interessati, in particolare alla fascia dai 11 ai 30 anni (ma non solo) con una raccolta di messaggi e testimonianze positive ai fini di motivare e incoraggiare chi si sente perso nel proprio percorso di vita. Il tutto in collaborazione con 120 persone, tra cui in primis giovani, famiglie, gruppi di amici, allenatori, persone di riferimento, artisti, ditte e personalità di rilevanza mediale grazie cui ho creato un libricino motivazionale che ha visto la stampa di circa 2.000 copie. È stato presentato il 21 febbraio in una serata evento a Cortina Sulla Strada del Vino (BZ) con l’intento di stimolare i circa 145 ospiti presenti e disposti a mettersi in gioco, a riflettere sulla propria indole e proporsi positivamente nella comunità. Il libretto è stato divulgato a titolo gratuito, grazie agli sponsor Rothoblaas, Dave’s Garage, One More e Rapunzel, nonché grazie alle offerte libere.  Per arrivare a più persone possibili, i contenuti verranno pubblicati anche sui social sotto la denominazione “go.on.pw”.

 

Quanto c’è del tuo vissuto in questo progetto? Quando e com’è nata l’idea? 

Go.on è partito spontaneamente dalle mie personali osservazioni e considerazioni stando a contatto con i giovani. Mi sembrava infatti di vedere ripetutamente lo stesso modello di atteggiamento: appena questi si trovano in un momento di sfida personale, tanti scelgono il ritiro, lo starsene da soli come risposta principale. Ognuno di noi ha bisogno di un momento di pausa, un momento di riflessione e ricarica per poi proseguire il proprio cammino, ma quando queste fasi di pausa si prolungano, si rischia di entrare in una passività permanente, la quale porta un blocco, lo stagnare in uno o più settori di vita. Ho quindi cercato, prevalentemente per mia curiosità, lo scambio e il dialogo diretto con i giovani trovando conferma in quello che avevo osservato. Sono stati loro a farmi capire di cosa avessero bisogno: parole e messaggi incoraggianti, il riconoscimento dei loro sforzi, la riduzione di aspettative, di lasciar fare e soprattutto tentare. Così è nata l’idea di go.on.

 

Positività: una delle parole chiave del progetto. In che modo condividere dei messaggi di incoraggiamento e supporto può aiutare chi si sente solo? 

Go.on si propone fondamentalmente come strumento base per momenti di contatto diretto, ma anche indiretto sui social. Ognuno di noi ha un suo vissuto, le sue sfide vinte e sicuramente ha delle parole positive da regalare a chi è nel caos nei sentimenti, emozioni e pensieri. Un gesto di attenzione, un sorriso, una domanda, una parola di conforto, di incoraggiamento, un sostengo in qualsiasi forma…tutto questo potrebbe significare un’importante svolta in un momento di crisi. Un prezioso aiuto che nella frenesia della vita spesso va perso.

 

In effetti è sempre più frequente vedere giovani adulti in atteggiamenti di passività o ritiro. Quali potrebbero essere secondo te le cause sistemiche alla base di questo e in che modo, il tuo progetto, potrebbe cambiare nel piccolo o nel grande qualcosa? 

Premetto che lavoro presso l’associazione la Strada – der Weg di Bolzano nel servizio di educativa domiciliare e nel gruppo invisibili, dedicato ai giovani in ritiro sociale e scolastico.  Facendo riferimento alle mie esperienze nel lavoro con i giovani, secondo una mia personale ipotesi, l’ambito scolastico rappresenta il fattore più stressante in famiglia. 

Il sistema scolastico porta tanta pressione a chi lo frequenta, a chi ci lavora e a chi a casa ne risente. La scuola purtroppo in tanti casi non rappresenta più un luogo sicuro di incontro, stimolante per lo studio ed apprendimento. Oramai ci troviamo con tante e troppe problematiche diverse in un unico sistema che richiede urgentemente l’attenzione e l’intervento di chi effettivamente può cambiare le cose…io non sono una di queste persone, ma con go.on, nel mio piccolo, vorrei dare visibilità alla richiesta di incoraggiamento e di riduzione di richiesta di aspettative, lo stimolare la comunicazione, il dialogo e lo scambio, l’esprimersi insomma nella grande varietà della creatività, di dare attenzione alla personale indole, di rafforzare le proprie doti, ma soprattutto di invitare ad andare avanti…sempre e di resistere!

 

Dalla presentazione del progetto sembra che questo sia solo un primo passo verso la creazione di un percorso e di una rete ben più ampia.  Quali sono gli obiettivi per il futuro?  

Si, la creazione del libretto è stato un primo passo per smuovere un po’ tutto quello che c’è attorno. La presentazione è un invito a mettersi in gioco, a fermarsi un attimo a riflettere dando maggior attenzione all’indole della propria vita. Ho cercato di dare visibilità alla varietà che la vita ci offre, una varietà di possibilità nel poter trovare proprio quello spunto per ricaricarsi, per sentire la forza, la profonda gratitudine che ci porta tanta serenità. Mi auguro di toccare tante anime, di ispirare a tante belle parole e gesti di attenzione. Dando più visibilità a go.on sui social, spero di riuscire ad attivare il lavoro di rete territoriale, collaborazioni, anche con il vostro Trentino, ma soprattutto l’impegno, un po’ di tutti noi, a rafforzare la nostra gioventù, a diminuire le lamentele e attirare l’attenzione verso la positività della vita.

 Vorrei dare voce e visibilità ai veri bisogni degli adolescenti, quelli che nonostante la ricchezza di servizi e attività proposte, non vengono ascoltati o visti…come un semplice messaggio di incoraggiamento. go.on.

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