DOTTOR NORIS: IL POTERE DI UN SORRISO

Dottor Noris: il potere di un sorriso
Di Alice Rinoldi

Dottor Noris è un’associazione che opera in strutture ospedaliere socio-sanitarie e in
generale in situazioni di difficoltà e fragilità, cercando di portare sollievo attraverso l’arte della
clownterapia; una pratica che utilizza tecniche di clownerie in ambito sanitario, allo scopo di
migliorare l’umore dei pazienti e familiari di tutte le età. Il presidente Adriano Ficarra
racconta la sua storia e quella dell’Associazione.
Come è nata l’associazione e quali sono stati i momenti più significativi della sua
storia?
Ho iniziato a fare il clown di corsia nel 2006, incuriosito dal racconto di un’amica in ospedale
per un’operazione, che aveva raccontato di come era stata aiutata e tranquillizzata da alcuni
clown di corsia durante la sua permanenza. Ho deciso quindi di iscrivermi a Verona presso
l’associazione Vip per il mio primo corso. Ero già volontario per la Croce Rossa Italiana dal
1999 e sapevo che i clown di corsia operavano già con l’associazione. Ho quindi proposto al
presidente del Comitato Provinciale del Trentino di aggiungere il servizio di clown di corsia
anche qui. Dopo qualche anno, continuando la mia crescita e formazione personale, e
formando anche altri clown, ho deciso, nel 2017 di dare vita a un’associazione con l’obiettivo
di dedicarsi esclusivamente alla clownterapia all’interno di strutture socio-sanitarie. Nel giro
di un paio d’anni, col sostegno dei volontari, sono quindi riuscito a formare una ODV
legalmente iscritta al registro regionale delle associazioni.

Com’è organizzata l’associazione e quali sono le principali attività che svolgete?
Attualmente l’associazione è composta da 12 persone, tutte volontarie. Alcune delle quali si
occupano in prima linea della clownterapia, mentre altre lavorano dietro le quinte
occupandosi degli aspetti più organizzativi e gestionali. L’attività principale consiste appunto
nella clownterapia, che svolgiamo all’interno di strutture socio-sanitarie. Lavoriamo
principalmente nelle RSA, ma abbiamo collaborato anche con altri tipi di strutture e centri,
offrendo sempre il nostro servizio in modo gratuito. Presso l’RSA di Lavis, ad esempio,
garantiamo una presenza fissa una volta al mese, e vorremmo stabilire collaborazioni fisse
anche con altre strutture. Al momento siamo in attesa dell’autorizzazione per poter iniziare a
operare anche presso l’Ospedale Santa Chiara di Trento, che rappresenterebbe un
importante passo avanti. Inoltre, realizziamo corsi di formazione in clownterapia, che
permettono ai volontari di acquisire competenze specifiche, per il momento ne abbiamo
realizzati due e il terzo è in programma per questo inverno. Ci occupiamo anche di
animazione a feste ed eventi, principalmente con lo scopo di raccolta fondi. In quanto ODV,
la nostra realtà si mantiene principalmente grazie a offerte e donazioni.
Nonostante ciò, il nostro obiettivo principale rimane la clownterapia, che non consiste,
diversamente da ciò che si pensa, solamente in intrattenimento. Si tratta di creare un
ambiente sereno nel quale è possibile instaurare una relazione e donare leggerezza,
parlando, sostenendo e aiutando persone più vulnerabili che si trovano in situazioni difficili,
come anziani e malati, ma anche coloro che gli stanno attorno, come familiari e personale.

Quali sono le principali sfide che affrontate come associazione volontaria e quali
sono i vostri bisogni?
La difficoltà principale per ora è stata quella di poter lavorare. Noi volontari abbiamo la
volontà e il desiderio di mettere a disposizione degli altri il nostro tempo e risorse,
nonostante ciò, incontriamo spesso ostacoli burocratici, come per esempio ottenere
l’autorizzazione ad entrare in alcune strutture. Siamo un’associazione legalmente
riconosciuta e il valore terapeutico della clownterapia è confermato anche dalla scienza,
malgrado ciò, capita di dover insistere molto per poter offrire gratuitamente un servizio di
questo genere.
Un’altra sfida è legata alle risorse economiche. I corsi di formazione, ad esempio, sono a
pagamento per i partecipanti, ma l’intera quota serve a coprire le spese di vitto, alloggio e
materiali, non rimane nulla all’associazione. In quanto organizzazione composta da
volontari, viviamo grazie alle offerte, alle donazioni e alle raccolte fondi e non è sempre
facile riuscire a realizzare tutto ciò che vorremmo.
Avete qualche progetto attivo e quali sono le iniziative in programma per il futuro?
Un progetto molto importante e significativo attivo al momento si chiama “esprimi un
desiderio”. Consiste nell’esaudire i desideri di coloro che, a causa della malattia o altri
impedimenti, non possono realizzarli da soli. Possono essere richieste provenienti
direttamente dalle strutture o dai familiari. Il nostro team si occupa di tutto, dalla raccolta
fondi alle autorizzazioni, fino all’organizzazione dell’evento. Il tutto gratuitamente. Un
desiderio che siamo riusciti ad esaudire, ad esempio, è stato quello di un bambino con
disturbo dello spettro autistico, che sognava un viaggio in mongolfiera.
Riguardo al futuro, vorremmo migliorare e ampliare i progetti già attivi, come quello dei
desideri, oltre che riuscire ad ottenere una convenzione con l'azienda sanitaria o una
struttura privata, in modo da poter garantire la nostra presenza in modo continuativo. Inoltre,
vorremmo crescere come organico. Entrare a far parte dell’associazione non significa
necessariamente diventare clown di corsia: chiunque può contribuire in modi diversi, anche
solo con il supporto organizzativo, partecipando alle attività o aiutandoci a migliorare la
gestione dei progetti.

 

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